Fara Music Festival: il successo della Summer School secondo Enrico Moccia

Fara Music Festival:

Didattica e concerti, insegnamento e cultura. Questi i punti fermi che da dieci anni a questa pare hanno fatto parte dell’esperienza musicale legata al Fara Music Festival. La rassegna quest’anno si svolgerà a Fara in Sabina dal 25 al 31 luglio 2016 e oltre a presentare un ricco cartellone, porterà con sé docenti di grande livello. Un aspetto quello legato alla didattica che nel corso degli anni ha contribuito sotto diversi punti di vista alla crescita del Festival. Quali sono, dunque, gli ingredienti vincenti che hanno contribuito a tracciare questo percorso? Perché gli studenti continuano ad affluire alle master class e ai workshop organizzati nelle Summer School? Lo abbiamo chiesto ad Enrico Moccia, direttore artistico del Fara Music Festival.

Enrico Moccia
Enrico Moccia

Per cominciare come sarà strutturata la didattica di questa edizione del Fara Music e quali saranno le novità rispetto agli anni precedenti?
Negli ultimi anni stiamo suddividendo la didattica fra docenti americani e italiani in modo tale che gli studenti, durante la settimana, possano vivere un’esperienza piuttosto invasiva, incrociando i due docenti del proprio dipartimento con gli altri insegnati con cui andranno ad affrontare il lavoro degli ensemble. In altre parole come è avvenuto già dalla prima edizione, durante il mattino gli iscritti ai corsi lavoreranno con il proprio docente di strumento, mentre nel pomeriggio i singoli dipartimenti verranno riuniti all’interno di laboratori di musica d’insieme, suddivisi per competenze, all’interno delle quali gli iscritti alle summer school lavoreranno su brani originali e su standard.

Per quanto riguarda il corpo docenti, invece, abbiamo diversi professionisti molto quotati nel panorama nazionale e internazionale: chi saranno i protagonisti di quest’anno?
Dal momento che siamo giunti alla decima edizione, nella didattica ho voluto coinvolgere artisti che hanno segnato questi primi dieci anni di Fara Music Summer School. Ci sono piacevoli ritorni come nel caso di Umberto Fiorentino, Ramberto Ciammarughi, Dario Deidda, Roberto Gatto, Jonathan Kreisberg e Cinzia Spada. Alcuni di loro, infatti, hanno insegnato nei seminari della scuola a partire dalla primissima edizione e rappresentano senza dubbio alcune delle proposte didattiche più serie da un punto di vista nazionale e internazionale. All’interno del corpo docenti ci saranno, inoltre, musicisti presenti per la prima volta tra cui Sam Yahel, pianista, organista, statunitense che ha collaborato con artisti di fama internazionale, Josh Ginsburg, contrabbassista, membro regolare del Kurt Rosenwinkel Standards Trio e, Marlon Browden, batterista e compositore di Saint Louis.

In sintesi, quali sono secondo te, i punti di forza della didattica all’interno del Fara Music?
Il Festival rappresenta un unicum in cui lezioni di strumento, i laboratori di musica di insieme, i concerti gratuiti e le jam session trasformano Fara in Sabina in una cittadella della musica a pochi passi da Roma. In questo gli studenti, vivendo a stretto contatto dei docenti per un’intera settimana, ricevono stimoli e informazioni utili per l’accrescimento artistico e individuale. Senza dubbio l’insieme di queste cose rappresenta il vero punto di forza dell’intera manifestazione.

La scelta di abbinare la didattica ad un Festival Jazz pensi sia un modello da seguire in generale per questo tipo di rassegna?
Ogni anno si iscrivono decine di studenti che provengono da tutte le parti d’Italia e da gran parte d’Europa. Molti di questi tornano anche per tre o quattro edizioni consecutive a dimostrazione del fatto che l’approccio didattico utilizzato da noi ha sicuramente un grande valore da un punto di vista degli stimoli e degli input. Fin dalla prima edizione del Fara Music c’è stata la volontà di porre una grossa attenzione sull’aspetto didattico tanto che ancora, dopo dieci anni di attività, buona parte del cartellone concertistico vede alcuni tra i docenti esibirsi sul palcoscenico principale con i propri progetti. Questo sistema funziona perché nel jazz buona parte della forza didattica è anche legata all’emulazione del proprio docente e il poterlo ascoltare durante i concerti è certamente un valore aggiunto.

Quali sono, invece, i principali input che gli studenti di un workshop o seminario possono estrapolare da un’esperienza del genere? Cosa li fa arricchire maggiormente?
A partire dalle lezioni mattutine all’interno del dipartimento fino ai concerti serali, gli studenti hanno l’opportunità di ricevere una serie di informazioni e competenze legate sia al ruolo didattico dei seminari sia alla performance stessa dell’artista che sale sul palco principale. Capita spesso poi che a fine serata insegnante e studente siano sullo stesso palco a suonare in jam. Quindi le potenzialità formative del Fara Music sono davvero infinite.

Il fatto di essere un luogo di incontro dal quale emergono spesso giovani talenti, rappresenta una vetrina per chi ha voglia di farsi conoscere?
Fin dalle prime edizioni abbiamo istituito all’interno del festival, il concorso Fara Music Jazz Live, che assegna al vincitore una produzione discografica totale realizzata dalla Emme Record Label. In questi dieci anni di attività, all’interno di questo premio e dei seminari, hanno partecipato i più grandi talenti della scena jazzistica attuale. Molte formazioni, infatti, sono nate proprio dalle Summer School: questo vuol dire che per può essere senza dubbio una buona vetrina e un modo per emergere, soprattutto per chi sa sfruttare tutti questi input.

Per concludere, quanto è importante per un Festival Jazz avere una sezione legata alla didattica dove i ragazzi possono studiare con docenti di alto livello?
Credo che il Fara Music non sarebbe tale se non avesse avuto all’interno le master class. La formula del nostro progetto da un lato è legata al cartellone internazionale e ai concerti gratuiti che offriamo al grande pubblico proveniente dal Lazio, dall’altro è rappresentata dalla fusione di questi elementi. L’insieme di Seminari, Concerti, il Premio Jazz Live, l’enogastronomia e l’Artigianato di qualità all’interno del Borgo Storico di Fara in Sabina rendono il Fara Music un’esperienza unica, divertente e decisamente formativa, soprattutto per chi sa cogliere tutti gli spunti di riflessione che la manifestazione offre agli studenti!

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