Un pedale per chitarra (e non solo) in grado di eseguire gli algoritmi dei suoni Eventide.

L’Eventide H9 MAX può riprodurre i suoni dei pedali Eventide TimeFactor, ModFactor, PitchFactor e Space, più i suoni esclusivi per H9. È true bypass, dispone di ingresso e uscita stereo, accordatore, porte MIDI in/out, porta USB e connessioni per il pedale d’espressione e per gli switch ausiliari. Ha una manopola centrale (encoder) per l’editing dei suoni e due pulsanti a pedale che permettono di cambiare preset, impostare il tap tempo, bypassare l’effetto e attivare l’accordatore.

I pulsanti posizionati sotto il display permettono di editare i suoni, ma volendo è possibile utilizzare l’apposito software H9 Control. Esistono tre versioni del prodotto: H9, H9 Core e H9 MAX. L’hardware è lo stesso, cambia il numero di algoritmi installati. L’H9 Core è la versione base, include l’algoritmo harmonizer H910/H949 e un algoritmo omaggio. È l’ideale per chi vuole iniziare a sperimentare, con la possibilità di acquistare nel tempo solo gli effetti che interessano. L’H9 ha 9 algoritmi: UltraTap Delay (esclusivo dell’H9), Shimmer e Hall (dello Space), Crystals e H910/H949 (del PitchFactor), Chorus e Tremolo (del ModFactor), Tape Echo e Vintage Delay (del TimeFactor) più un algoritmo a scelta in omaggio. Fa un po’ di tutto ed è sempre espandibile a piacere. L’H9 MAX ha tutti i suoni disponibili: nove algoritmi delay e un looper (del TimeFactor), dieci algoritmi di modulazione (del ModFactor), dieci algoritmi di pitch shifter (del PitchFactor), dodici algoritmi di riverbero (dello Space), quattro algoritmi esclusivi dell’H9 (UltraTap, Resonator, EQ Compressor e CrushStation). Inoltre tutti i nuovi algoritmi che verranno prodotti in futuro saranno gratuiti sull’H9 MAX. Con questi algoritmi si creano suoni memorizzabili in 99 preset sul pedale. Abbiamo provato l’H9 MAX per una questione di completezza, ma ricordiamo che nelle altre versioni si possono caricare i singoli algoritmi, acquistandoli dallo store di Eventide. Inoltre se si possiede già un H9 MAX e si acquista un H9 Core su di esso si trasferiscono tutti i suoni dell’H9 MAX.

Il test

Appena acceso l’Eventide H9 fa un check dei led, sul display si visualizza prima la versione poi il nome del preset, si sente lo scatto del relé e siamo pronti per suonare. L’H9 si può collegare direttamente alla chitarra o dopo altri pedali oppure nel loop effetti dell’amplificatore o ancora in mandata effetti del mixer. Se collegato al send/return parallelo di un amplificatore è molto utile la funzione “Killdry” che azzera il segnale originale lasciando solo l’effetto. Gli ingressi sono ottimizzati per ricevere il segnale dallo strumento, ma accettano anche segnali di linea se opportunamente regolati. Per ogni preset è inoltre possibile impostare il livello di uscita. Possiamo collegare H9 con ingresso e uscita mono, con ingresso mono e uscite stereo o con ingressi e uscite stereo; il pedale riconosce automaticamente gli ingressi e le uscite collegati e gestisce il suono di conseguenza. Il bypass può essere di tre tipi: DSP Bypass (l’audio dagli ingressi dei DSP passa direttamente alle uscite senza essere processato), Relay Bypass (interviene un relé che esclude l’elettronica) e DSP+FX Bypass (il bypass non tronca la coda dell’effetto in uso). La qualità del suono è ai massimi livelli, come Eventide ci ha abituato da tempo. Il suono è chiaro e dinamico, a dimostrare la qualità dell’hardware. Il bello di questo pedale è che stimola la creatività, ogni suono ha qualcosa da dire e potrebbe essere utilizzato per un riff di chitarra. Per l’editing dei suoni abbiamo utilizzato il software gratuito H9 Control (disponibile per OS, iOS e Windows) che permette di comandare fino a quattro unità H9. L’H9 si collega via Bluetooth a iPod, iPhone e iPad e via USB a PC e Mac. Pedale e software interagiscono in tempo reale, quello che si modifica dal software viene modificato istantaneamente sul pedale e viceversa. Il software è molto comodo e immediato grazie alla sua interfaccia grafica, che richiama le manopole di controllo degli stompbox. Sebbene i suoni siano tantissimi, le regolazioni sono intuitive e l’utilizzo molto facile. Il software permette di controllare i parametri del suono e i preset con facilità senza dover leggere manuali; è tutto intuitivo. Inoltre permette di organizzare la lista dei preset, cambiare le impostazioni del sistema, aggiornare il firmware, regolare i livelli di ingresso (per gestire strumenti diversi o sorgenti audio con livello di linea), configurare i pulsanti esterni e il pedale di espressione. Per farsi un’idea più approfondita consigliamo di scaricarlo; anche se non si possiede un H9 funziona in modalità demo e permette di capire tutte le funzionalità e le potenzialità musicali dell’H9. Se non vogliamo usare il software è comunque possibile modificare i suoni anche dal pedale. I pulsanti X, Y e Z richiamano i parametri del suono visualizzandoli sul display e muovendo la manopola centrale si imposta il valore. L’accensione dei led dell’anello attorno alla manopola (LightRing) dà l’idea dell’intensità del parametro e premendo la manopola stessa si ha il valore numerico sul display. Il display a led è semplice ma efficace, luminoso e leggibile in ogni condizione di luce. Se pensiamo che l’H9 è una macchina hardware che riproduce ben 45 effetti diversi, con funzioni tap tempo e hotswitch (che permette di richiamare diverse regolazioni nello stesso preset), possiamo immaginare quante siano le impostazioni, davvero tantissime! Interessante poi la funzione “HOTKNOB” che permette di sfruttare la manopola frontale come se fosse un pedale di espressione che controlla qualsiasi combinazione di singoli parametri del preset caricato. Per motivi di spazio non possiamo addentrarci troppo nei singoli parametri, ma cercheremo comunque di fare una panoramica completa dei suoni ottenibili. I suoni li possiamo classificare in quattro sezioni che richiamano gli stompbox Eventide: TimeFactor (delay), ModFactor (modulazioni), PitchFactor (pitch shifter), Space (riverberi) e H9 (effetti specifici per questo pedale). La sezione TimeFactor ha dieci algoritmi di delay stereo con filtro di equalizzazione, tap tempo e funzione repeat, ognuno dei quali si specializza in qualcosa. Digital Delay è il classico doppio delay da 3000 ms con un effetto di modulazione e filtro equalizzatore. Da solo basta a fare il 90% dei delay necessari e grazie alla combinazione con il chorus possiamo spaziare da ritmiche alla U2, ad arpeggi con chorus, delay e riverbero (trasformando il secondo delay). Vintage Delay ha le stesse funzioni e richiama sonorità in voga qualche anno fa, permettendo di simulare la caratteristica distorsione delle ripetizioni impostando il numero di bit. Tape Echo modella i vecchi delay a nastro, permettendoci di controllare saturazione, wow e flutter del nastro; riesce a ricreare benissimo il classico slap delay usato nel rock’n’roll. Mod Delay pone l’accento sulla modulazione, permettendoci di modellarne la forma d’onda. Ducked Delay lavora invece sulla compressione delle ripetizioni. Band Delay lavora sulla risonanza di certe frequenze, oltre alla solita modulazione, in cui è possibile scegliere un filtro lowpass, bandpass o highpass. Filter Pong gioca sul rimbalzo in stereofonia, sempre con modulazione. MultiTap è un buon delay a più ripetizioni, impreziosito da controlli di slur, taper, spread. Reverse ripropone le ripetizioni al contrario per dei suoni creativi molto interessanti. Looper permette di registrare fino a 12 secondi in qualità massima (48 secondi abbassando la qualità audio) e di editare la frase (tagliando l’inizio e determinando la lunghezza) agendo su molti parametri come ad esempio playmode (once, loop, autoplay, reverse direction), la velocità di ripetizione e un filtro. La sezione ModFactor si occupa delle modulazioni in maniera dettagliata e precisa, con controlli di intensità, scelta della forma d’onda, funzione slow/fast, tap tempo. Chorus è caldo e profondo e prevede quattro modalità (liquid, organic, shimmer e classic) permettendo inoltre diverse forme d’onda. Phaser fa tutto quello che deve fare, dai leggeri phaser a quelli più profondi e vibrati; adatto a tutti i generi musicali. Q-Wah offre dei complessi suoni autowah impreziositi dalle modulazioni. Flanger è potente e avvolgente. ModFilter offre un set di filtri modulati che dà suoni molto interessanti, ma comunque sempre musicali. Rotary simula il suono dei diffusori rotanti Leslie; credibile e concreto è ottimo per il blues, ma anche per il jazz. TremoloPan offre bellissimi suoni stereo, impreziositi dalle modulazioni; molto versatile grazie alla possibilità di scegliere la forma d’onda. Vibrato fa esattamente quello che deve fare, offrendo tre modalità: modern, vintage e retro. Undulator è un classico effetto Eventide che combina due delay, due voci detuned e un tremolo modulato. RingMod genera forme d’onda complesse, ma comunque musicali. La sezione PitchFactor è davvero interessante e annovera dieci algoritmi. Diatonic è un pitch shifter a due voci con delay e feedback indipendenti che lavora all’interno di diverse scale (modi della scala maggiore, minore armonica, minore melodica, esatonale, enigmatica, napoletana, ungherese). Quadravox è simile al precedente, ma ha quattro voci con un delay ritmico molto efficace e intuitivo, che permette di ottenere interessanti pattern ritmici. HarModulator mischia due pitch shifter cromatici (con delay) con la modulazione per risultati molto interessanti. Si possono simulare chitarre a dodici corde o atmosfere decisamente “cosmiche”. MicroPitch dà dei piccoli valori di detune (da 1 a 50 centesimi) che uniti al delay e alla modulazione danno un effetto d’insieme molto bello. Per gli amanti della storia, H910 H949 riproduce l’effetto delle varie versioni dei leggendari harmonizer Eventide. PitchFlex lavora invece con il pedale di espressione e il pedale ausiliario per avere un controllo continuo su diversi parametri del suono. Octaver crea due sottoarmoniche (una un’ottava sotto e l’altra due ottave sotto) con effetto fuzz, che possono anche essere filtrate. Con esso è un attimo sentirsi bassista e trovarsi a suonare linee di basso filtrate per ore e ore. Crystals ha due pitch in reverse con delay, feedback e riverbero indipendenti; produce suoni con ambientazioni mai banali. HarPeggiator è un arpeggiatore a 16 passi basato su due voci su cui è possibile regolare in maniera indipendente lo schema di pitch, lo schema ritmico e gli effetti. I suoni hanno un sapore elettronico, ma di qualità. Synthonizer è un sintetizzatore con due voci che possono essere combinate a piacere, una per creare suoni moderni (flauto, sax, organo o Theremin, in base alla forma d’onda scelta) e una per i classici suoni synth. Passiamo ora alla sezione Space dedicata ai riverberi. Room è il classico riverbero che simula una piccola stanza. Possiamo regolare dimensioni, decadimento, pre delay, equalizzazione, riflessioni e aggiungere un po’ di modulazione. Plate simula i primi riverberi analogici e permette tempi di riverbero molto lunghi. Spring ripropone il suono dei riverberi a molla presenti sugli amplificatori, permette anche di inserire il tremolo e un po’ di modulazione. Hall simula benissimo le grandi sale e, grazie alla regolazione di decadimento differenziata per alti e bassi, i suoni che escono sono molto interessanti ed evocativi, ambientabili sulla terra quanto nello spazio! Reverse Reverb è un riverbero al contrario seguito da un delay in avanti, interessante e moderno. Shimmer è un riverbero con pitch che permette di ottenere suoni paradisiaci. ModEchoVerb è incredibilmente versatile e permette di combinare chorus/flanger, delay e riverbero. DualVerb combina due riverberi con relativi controlli indipendenti. È possibile posizionarne uno a destra e uno a sinistra oppure centrarli con i relativi volumi. Blackhole è un riverbero tipo cathedral con due modalità di decay (forward e inverse) con il quale è facile farsi risucchiare in universi paralleli. TremoloVerb miscela un riverbero celestiale a un tremolo terreno permettendo di ricreare una ambientazione a tempo. Dynaverb è un riverbero controllato dinamicamente da un compressore che opera come gater, expander, compressore, limiter e dynamic reversal. Abbiamo infine quattro algoritmi esclusivi dell’H9. Utratap è un multitap delay che permette di ottenere una miriade di suoni complessi, dai delay ritmici stereo a riverberi unici a suoni triggerati a volume swell. Resonator combina quattro filtri per creare suoni arpeggiati e ambientati. EQ Compress è un equalizzatore parametrico associato a un compressore che permette di enfatizzare o ridurre certe frequenze nel mix. CrushStation è un overdrive/distortion molto versatile. Grazie alle precise regolazioni sulle armoniche prodotte, la possibilità di inserire il compressore/sustainer e all’equalizzatore preciso, permette di ottenere molte distorsioni diverse fra loro e adatte a diversi generi musicali. Forse gli amanti dell’analogico storceranno il naso, ma per i provini casalinghi va più che bene. Molto interessante il controllo di mix che permette di tenere parte del segnale pulito e creare così suoni non riproducibili con i normali distorsori. Pur restando completamente soddisfatti dall’H9, questa distorsione senza delay e riverbero ci fa riflettere sul fatto che non è possibile caricare più di un algoritmo per volta. Fino ad ora non avevamo sentito tale bisogno perché ogni algoritmo nasconde spesso più effetti che spesso si usano insieme. L’unico suggerimento che quindi ci permettiamo di fare a Eventide è quello di aggiungere la possibilità di caricare più di un algoritmo per volta, anche rinunciando a un po’ della qualità audio fin troppo elevata per un pedale progettato per la chitarra e per un utilizzo dal vivo. Con questa soluzione l’H9 diventerebbe un vero e proprio multieffetto senza rivali.

Conclusioni

L’H9 è un pedale immancabile per tutti gli amanti del suono Eventide e per quei professionisti che vogliono una soluzione al passo coi tempi, adatta a qualsiasi contesto musicale. È difficile trovare un effetto che non sappia riprodurre. La qualità audio è eccelsa e ciò permette l’utilizzo dell’H9, in studio e dal vivo, anche con altri strumenti (bassi, lap-steel, chitarre acustiche, synth eccetera). Qualcuno potrebbe spaventarsi per il prezzo, ma se confrontato alla somma di tutti gli stompbox Eventide disponibili on board si tratta di un bel risparmio. Qui abbiamo la stessa qualità e tutti quei bellissimi suoni, più quelli esclusivi per l’H9, più quelli che usciranno in futuro! Il tutto in un unico pedale che occupa poco spazio nella pedaliera e con grandissime potenzialità musicali; questo è H9 MAX!

Funky Junk

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805,20 — H9 MAX
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Strumenti Musicali n. 2 — Marzo 2016

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