La prospettiva del ritmo

[quote_box_center]Sostiene che l’insegnamento è nel suo DNA, provenendo da una famiglia di didatti, ma questo non gli ha impedito di realizzare una brillante carriera come musicista da studio e da palco, così come nella registrazione di colonne sonore per il cinema e la televisione.[/quote_box_center]

— Luca Masperone

Toro[su_dropcap style=”flat” size=”4″]I[/su_dropcap]nsegnante per oltre 16 anni al Musicians Institute di Los Angeles e autore di alcuni tra i più importanti testi didattici nel campo del ritmo e delle percussioni, Efrain Toro cita come precursore del proprio lavoro addirittura il padre del Rinascimento fiorentino, Filippo Brunelleschi, contrapponendo la linearità della musica occidentale a quella etnica, da lui definita “musica naturale”, che si sviluppa contemporaneamente su più piani in prospettiva. Ne derivano insegnamenti e riflessioni importanti applicabili tanto alle percussioni quanto alla batteria, che toccano temi quali la differenza tra coordinazione e indipendenza degli arti, la percezione e lo sviluppo del ritmo, la didattica e il rapporto con l’allievo. La sintesi del pensiero di Efrain potrebbe essere definita “illuminante” e, per chi volesse approfondire, sono ben 17 i testi che portano la sua firma.

Luca Masperone Quali sono le basi delle tue teorie sul ritmo e sullo studio delle percussioni?
Efrain Toro Il mio punto di vista sul ritmo proviene dalla necessità di dare senso a qualcosa che sentivo fin da quando ero molto piccolo e dal bisogno di descrivere questa sensazione. Allora riuscivo a capire che la musica suonata dai musicisti etnici si poteva percepire in più di un modo, ma ero troppo giovane per razionalizzare il concetto. A 36 anni ho deciso di mettermi a studiare l’argomento: ora ho 60 anni e ho scritto a questo proposito ben 17 libri! Il ritmo sembra essere un vero e proprio assoluto della natura. Esso è in natura, che ci sia musica o no, così possiamo dire che la musica è uno dei molti modi con cui il ritmo si manifesta. Il ritmo ha uno schema base molto semplice e tutto ciò che suoniamo deriva da esso. Questo modello è compreso dagli esseri umani sotto forma di pulsazione e intonazione. Nel caso dell’intonazione attraverso la serie delle armoniche, nel caso della pulsazione attraverso la tavola delle divisioni e delle suddivisioni, come il quarto, le terzine, le cinquine e tutti i gruppi ritmici. La cosa interessante è che in natura tutto questo accade allo stesso tempo e non in modo lineare come ci insegnano nel mondo occidentale. I musicisti etnici suonano in questo modo naturale.

Luca Quindi la musica occidentale ha di fatto ridotto il ritmo su un solo binario, con il suo approccio basato sulla linearità?
Efrain La musica popolare occidentale è il risultato del marketing di se stessa. Il fenomeno è interessante e potremmo parlarne per anni, ma ti dirò che la musica etnica è ancora armonica, mentre la nuova musica, jazz incluso, ha perso le sue basi ritmico-armoniche. L’ultimo esponente di questo modo di suonare nel jazz è stato Elvin Jones. Il batterista che invece ha posto le basi del suonare lineare nel jazz è stato Tony Williams.

Luca Puoi spiegarci la differenza tra coordinazione e indipendenza quando si suonano le percussioni o la batteria?
Efrain Ottima domanda. Indipendenza è una parola che indica un concetto che in realtà in natura non esiste. Coordinazione invece è la parola che usiamo per descrivere eventi che avvengono nello stesso tempo e che si uniscono in un determinato ordine. Ragionando da un punto di vista lineare, la coordinazione coinvolge eventi che avvengono insieme o in contrapposizione alla pulsazione. Da un punto di vista armonico, coinvolge anche eventi che sono multipli dell’armonica fondamentale.

Luca In che modo si allena e si sviluppa questo tipo di coordinazione?
Efrain La coordinazione permette di capire come suonare le cose insieme o separatamente, quindi include tutto. Il problema è che si possono allenare e imparare come un modello, ma queste cose accadono nella musica etnica, quindi se poi non riusciamo a creare una connessione tra ciò che suoniamo e gli eventi menzionati il tutto finisce per diventare un pessimo esercizio.

Luca Quindi come si trova il giusto bilanciamento?
Efrain Nei miei testi analizzo una via per approfondire il concetto in modo concreto e disciplinato.

Luca Parliamo dei tuoi libri, allora: puoi riassumerci brevemente i temi in essi contenuti, libro per libro?
Efrain Ok! I miei testi sono tutti basati su questa idea semplice e armonica di coordinazione:

  • “2/3 Or Not 2/3” è un modo per svilupparla attraverso gli stili della musica latina;
  • “For Your Hands Only” è basato sulla tecnica delle mani;
  • “All Of Rhythm” spiega le basi e i fondamenti del mio punto di vista;
  • “Three Strokes You’re In” è la continuazione di “For Your Hands Only”;
  • “The Magic Box I, II, III” sono testi dedicati al cajon;
  • “In The Beginning”, “There Is Always A 2nd Time” e “A Way To Advance” sono tutti libri per batteria;
  • “The Odd In You” riguarda l’applicazione del battere, del levare e delle note puntate ai tempi dispari, per essere in grado di suonare ogni metro ritmico;
  • “Look Ma’ My First Hand Drum I, II, III” sono testi pensati per suonare con le mani.
    Poi ci sono due libri ancora da pubblicare, “A Study Of Music Thru Pulse” e “The Music Of The World”. Infine, il mio ultimo e diciassettesimo libro, “From Linear To Harmonic”, è basato su un metodo che fornisce al musicista professionista i mezzi per suonare pattern lineari in modo armonico, in ogni metro ritmico.

Luca È possibile per uno studente, nato senza il tuo talento, sviluppare un senso del ritmo altrettanto efficace?
Efrain Rimarresti stupito da quante persone di talento limitato riescono a raggiungere incredibili livelli di esecuzione e comprensione. Non c’è nessuno paragonabile ai musicisti etnici per quanto riguarda l’abilità di elaborare modi di esecuzione: io sto cercando di dare agli studenti l’esperienza di cosa significhi davvero ascoltare e percepire il ritmo in modo naturale.

Luca Che cos’è per te la didattica?
Efrain Penso che insegnare sia un modo per passare agli studenti conoscenze su un certo argomento che altrimenti non avrebbero scoperto da soli, o che non avrebbero compreso e approfondito fino in fondo.

Luca La scorsa estate hai partecipato al PercFest, il festival europeo del jazz e delle percussioni che si svolge ogni anno a Laigueglia. Com’è nata la collaborazione e come si è svolta la tua clinic?
Efrain L’opportunità è arrivata tramite Gon Bops Italia, marchio di cui sono endorser. Ho vissuto una splendida esperienza con Marco Fadda e Giorgio Palombino, che sono stati assolutamente degli splendidi ospiti! Spero di poter ritornare l’anno prossimo, fermarmi per l’intera settimana ed esibirmi anche sul palco centrale.

Luca Suoni un gran numero di percussioni, vuoi dirci qual è il tuo strumento favorito e il tuo approccio ad esso?
Efrain Suono ogni strumento da un punto di vista “universale”. Quello che preferisco al momento sono le tabla indiane, ma non ho avuto molte occasioni di suonarle quest’anno… mi sto preparando a dedicar loro seriamente del tempo molto presto!

Luca Sei stato un noto session man per 22 anni. Vuoi parlarci di alcuni degli artisti con cui hai lavorato negli Stati Uniti e in Spagna?
Efrain I miei preferiti sono Emil Richards, uno dei principali turnisti di Los Angeles e proprietario della più grande collezione di percussioni acustiche del mondo; Larry Bunker, assoluto genio naturale, batterista, percussionista e anche uno dei primi musicisti da studio a LA, un tipo davvero speciale! Poi Alan Silvestri, grande compositore e splendida persona; Ella Fitzgerald naturalmente, dolce signora e… che talento! Inoltre ho avuto la possibilità di suonare con la più importante ballerina di flamenco della Spagna, Eva Yerbabuena, ed è stato stupendo perché ho suonato con lei quando ha debuttato nel principale festival di flamenco del pianeta.

Luca Hai partecipato a molte colonne sonore per il cinema e la televisione, e a jingle pubblicitari. Qual è la differenza tra il suonare in queste situazioni rispetto al lavoro sull’album di un artista?
Efrain Vedi, alla fine tutto dipende dal progetto… alcuni jingle possono essere molto creativi, mentre alcuni artisti tremendamente noiosi. Ma è tutto buon lavoro quando riesci ad ottenerlo. Ripaga molto bene in termini economici e ti permette di vivere una vita normale, a differenza di ciò che accade in un concerto di rock and roll, esperienza che comunque ho fatto!

Luca Qual è la differenza tra la musica realizzata in studio e quella live, oggi?
Efrain Oggi non c’è nessuna differenza, nel mondo del pop… e ci sono anche artisti jazz che suonano tutto già predisposto e preparato, una cosa folle! Il lavoro nella sfera live dovrebbe essere l’esatto opposto!

Luca Sei endorser di alcuni marchi, quali?
Efrain Gon Bops, DW, Zildjian, Evans e Vic Firth.

Luca So che esiste un modello di cajon a tuo nome. Ce ne parli?
Efrain Quattro anni fa mi sono recato in Perù e là ho fatto realizzare un cajon su mie specifiche. Quando Sabian ha acquistato Gon Bops dalla DW, il responsabile di Gon Bops ha mostrato la mia idea a Sabian e loro l’hanno apprezzata. Si tratta di un incrocio tra un cajon peruviano e uno spagnolo, inclinato nella parte anteriore perché amo suonare usando un pochino la forza di gravità. È fatto di legno ottimo e ha buone finiture. Mi piace molto e ne sono orgoglioso!