Di necessità virtù

Come ogni anno, in questo periodo inizia la sequela di fiere, grandi e piccole, dedicate agli strumenti dei nostri sogni. Certo, in America si è già tenuto il Winter NAMM, ma come sempre la sicurezza di poter vedere e di conseguenza acquistare quegli strumenti qui da noi, in Europa, ce la daranno solo le fiere nazionali. Che si tratti della grande fiera internazionale di Francoforte, il MusikMesse, piuttosto che di una delle fiere più piccole che si organizzano in un numero sempre maggiore di località italiane, quali saranno i prossimi oggetti dei nostri desideri lo scopriremo solo visitandole.

E non solo! Com’è costume ormai consolidato, solo in queste fiere potremo non solo vedere, ma finalmente anche toccare, imbracciare e (a volte, ma non sempre!) suonare gli splendidi strumenti che le industrie e gli artigiani di tutto il mondo sanno produrre, con un’abilità che sembra sempre più inversamente proporzionale all’entità della crisi che ancora stenta (ma lo farà mai?) ad abbandonarci. Le aziende grandi e piccole, che operano nel campo della realizzazione di strumenti musicali, sono costrette a confrontarsi con una costante contrazione delle vendite e, di conseguenza, con una concorrenza che si fa sempre più agguerrita.

Certo, alcuni sono o saranno costretti a soccombere, altri invece stanno facendo di necessità virtù e trovando tutti gli escamotage possibili stanno limando i listini o almeno evitando di attuare rincari che, dato il momento attuale, possono solo rivelarsi pericolosissimi boomerang.

Ed ecco che, proprio nell’ottica di aiutarci a orientarci nel mare magnum delle possibili proposte, Jacopo Giuliano ha realizzato uno speciale interamente dedicato al basso “entry level”. Uno strumento che sempre di più si sta avvicinando a quell’oggetto ideale che, malgrado il piccolo prezzo d’acquisto, possa permetterci di iniziare a suonare senza doverci per questo pentire del nostro acquisto. Un tempo non lontano, quando un musicista professionista imbracciava uno strumento “economico”, potete star certi che quello strumento, malgrado le apparenze, non era nemmeno parente alla lontana di quanto avreste poi trovato in negozio. Gli strumenti che questi musicisti utilizzavano avevano solo le fattezze, l’aspetto, di quanto veniva poi proposto nei negozi.

Erano strumenti di liuteria prodotti con il duplice scopo di accontentare il musicista, da una parte, e di invogliare il giovane (impreparato e ingenuo) all’acquisto. Ma col tempo le cose sono cambiate e, oggi, se vedete un musicista suonare con uno strumento economico, potete esserne certi, quello che state vedendo è proprio lo stesso identico strumento che potrete acquistare nei negozi.

Questo non svaluta affatto gli strumenti di fascia alta che hanno, e sempre avranno, parecchie marce in più, ma garantisce a chi inizia un percorso ben più agevole di quello che ci toccava compiere una volta, tra organi scordati, chitarre ingestibili e bassi elettrici decisamente improbabili.

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