— Giulio Curiel

[quote_box_center]La nuova versione aggiunge un prefisso “Pro” davanti al numero di rilascio, e la cosa non è solo un vezzo del marketing Steinberg, ma una vera e propria dichiarazione di intenti: insidiare da vicinissimo l’applicazione che è lo standard de facto nel settore degli studi professionali.[/quote_box_center] [su_slider source=”media: 1292,1293,1296,1294,1295,1297″ link=”lightbox” title=”yes”] [su_dropcap size=”5″]P[/su_dropcap]er raggiungere questo scopo Steinberg ha praticamente riscritto il proprio cavallo di battaglia, l’applicazione che da oltre 25 anni costituisce la spina dorsale dell’offering della casa di Berlino. L’intento è quello di fondere la proverbiale facilità e intuitività d’uso per le quali Cubase è da sempre rinomato con un’elevatissima qualità audio e una versatilità se possibile ancora incrementata rispetto alla già sterminata mole di funzioni disponibile nelle ultime versioni. Prima di addentrarci nella presentazione delle nuove funzioni inserite in questa “Pro 8” è però necessario ricordare che Cubase è oggi uno dei pochissimi prodotti di questo settore ad essere realmente multipiattaforma, stante la sua compatibilità con MacOS, Win 7 ed 8, nonché una stretta “parentela” con quel Cubasis che ne è l’adattamento per il mondo iOS. La novità maggiore di questo nuovo rilascio, e anche quella meno visibile, è la completa riscrittura dell’audio engine, ovvero del nucleo del programma che si occupa di gestire il playback e il mixing dell’audio. Il nuovo motore è molto più efficiente e capace di fornire, a parità di piattaforma hardware, più strumenti virtuali contemporanei, più tracce, tempi di save&load più brevi. Sempre “sotto il cofano” la funzione ASIO Guard 2 gestisce dinamicamente le latenze traccia per traccia, usando tempi di latenza al minimo permesso dal sistema solo per le tracce in cui questo è realmente necessario, e cioè tipicamente nelle tracce Instrument e nei canali provenienti in diretta dalla conversione A/D e non ancora registrati su disco. Ciò aiuta a aumentare le prestazioni e il massimo sfruttamento delle risorse del sistema hardware. Il rischio di crash o anche singoli crepitii dovuti a problemi di CPU e di buffer è così scongiurato, anche con sistemi non più “giovanissimi” in termini di hardware.
Sul fronte del workflow le finestre possono essere liberamente posizionate, ridimensionate, agganciate o rese flottanti con maggiore libertà ed efficienza. La MediaBay e il VST Instrument Rack possono ora venir agganciati (ovvero resi “dockable”) e mostrati alla destra della finestra di progetto. Questo, specialmente con schermi a sviluppo orizzontale, conduce a maggior chiarezza di visualizzazione e riduce drasticamente la necessità di commutare continuamente tra diverse finestre. La Track List e l’Inspector sono stati rivisti in modo da offrire una migliore intellegibilità e immediatezza d’uso. I nomi delle tracce sono più grandi e isolati dal resto, per una migliore identificazione della Track che ha anche meno controlli contemporaneamente visualizzati. Diverse tab consentono infatti di accedere ad altrettanti set di controlli, raggruppati per funzioni omogenee. Il rinnovato Plug-in Manager permette di gestire i plug-in in maniera semplice e intuitiva disponendoli e raggruppandoli a scelta dell’utente. Diventa così possibile creare più set di plug-in (per esempio uno minimale, uno completo, uno con i soli processori per il mastering…) e richiamare al volo il set più adatto al progetto cui si sta lavorando. È una “mano santa” soprattutto quando si hanno tanti plug-in che, con la loro numerosità, complicano il lavoro invece di agevolarlo. La nuova funzione Virgin Territories sarà molto gradita da chi fa un uso pesante dell’automazione: se attivata non scrive alcun ulteriore dato in mezzo a due esistenti eventi di automazione. Appena cessa il primo evento di automazione e prima che inizi il secondo si dispone così di un “territorio vergine” all’interno del quale gestire manualmente il parametro automatizzato, oppure scrivere una nuova automazione indipendente dalle precedenti. Viene introdotta la funzione VCA Faders che simula il comportamento dei fader automatizzati con controllo in tensione delle grandi consolle fisiche di un tempo: muovendo un fader assegnato a un gruppo si modificano i livelli di tutte le tracce coinvolte mantenendo i rispettivi rapporti di volume. Questa feature si può combinare con le curve di automazione e usare anche quest’ultima per controllare i fader virtuali. La funzione Render in-place offre la possibilità di fare il bounce delle tracce MIDI e audio facilmente, senza uscire dall’arranger e nei limiti posizionali definiti dall’utente. Vengono opzionalmente renderizzati anche gli effetti e quindi diventa davvero immediato liberare risorse e ottenere in cambio tracce audio identiche a quelle fino a quel momento in fase di editing. Il risultato è che si velocizzano grandemente le operazioni di freezing/unfreezing in presenza di tanti strumenti virtuali. La Chord Track introdotta con Cubase 7 viene qui espansa con i Chord Pads: questi sono pad da suonare che contengono accordi predefiniti dall’utente (possono essere caricati con una tastiera MIDI collegata) e che rispettano una scala predefinita. Una volta fatto ciò si possono suonare progressioni armoniche direttamente con tali pad. Diventa così facile e immediato metter giù la struttura armonica di un pezzo. Nuovi Chord Assistant Modes suggeriscono gli accordi più adatti in base a un accordo di riferimento. Il Ciclo delle Quinte rappresentato graficamente aiuta a comprendere le relazioni teoriche tra gli accordi e a scegliere tra essi. Il nuovo algoritmo di Tempo Detection riesce a estrarre il tempo da una qualsiasi performance registrata, ricreando le variazioni di velocità e riallineando i punti di inizio battuta in modo da permettere poi di editare normalmente le risultanti parti MIDI come se fossero nate già quantizzate alla griglia di progetto. Cambiamo ambito e andiamo alla componente audio più propriamente detta: il mixer dispone ora di un equalizzatore più versatile nella gestione e passandoci sopra col mouse vengono visualizzati i valori di gain, frequenza di taglio e la nota equivalente. Si possono settare i tagli in frequenza anche partendo dal valore di nota, cosa che è molto utile per certi mixaggi che prendono le loro mosse dall’arrangiamento per “scavare” spazio a certe parti strumentali o vocali attenuando in corrispondenza i drums, il basso o i tappeti di sottofondo. La sezione Pre ora offre filtri passa-alto e passa-basso con pendenze di 6, 12, 24, 36 e 48 dB/Oct. La gestione del mixer beneficia anche della nuova funzione Direct Routing che permette di raggruppare più canali o bus e poi ruotarli tutti insieme verso un’unica destinazione con un solo click. È molto efficace per riarrangiare gruppi, stem o provare nuovi arrangiamenti ed effetti. La vera marcia in più alla sezione Mixer di Cubase Pro 8 arriva tuttavia dai Wave Meters: se abilitati, visualizzano la waveform di ciascuna traccia al di sotto del corrispondente fader di canale. Vengono visualizzate le forme d’onda sia prima che dopo il cursore di play e in questo modo il fonico dispone di un modo di vedere cosa sta per succedere nell’arrangiamento e prepararsi a mixare di conseguenza. In altre parole, non si mixa più “per reazione” a una parte che entra e va abbassata o alzata di livello quando ci si rende conto di ciò che sta facendo, ma ci si può preparare psicologicamente prima dell’evento audio che richiede un aggiustamento del mix, e intervenire prontamente proprio quando esso ha luogo. Andiamo adesso a guardare come si arricchisce il fronte di strumenti e processori virtuali di questo Cubase Pro 8. Il nuovo VST Bass Amp è un amp simulator dedicato alle quattro corde: contiene al suo interno sei modelli di amplificatore, quattro famosi cabinet, 20 effetti stomp-box e otto diversi microfoni di ripresa tutti liberamente combinabili tra loro. Nuovo è anche il plug-in denominato Quadrafuzz V2: è ispirato a una prima versione di un distorsore a quattro bande disegnata dal giornalista americano Craig Anderton e inclusa pionieristicamente in una versione di Cubase di molti anni fa. Ora è assai più friendly, permette il controllo completo della distorsione armonica generata e offre anche effetti di ritardo separati per banda con cui fare cose pazzesche! Il nuovo Multiband Expander offre quattro bande di compressione trasparente e dispone anche di una modalità Live che grazie alla bassissima latenza può essere usata in diretta, dal vivo. Sulla stessa falsariga si inserisce anche il Multiband Envelope Shaper, ovvero un tool di modellazione dei tempi di attacco e di rilascio del segnale audio su un massimo di quattro bande. È molto creativo e può essere usato per scolpire groove di batteria preesistenti dando per esempio “pacca” al solo rullante senza pompare cassa e hi-hat, oppure per rendere più incisivi i pizzicati di un basso. Il già esistente Multiband Compressor viene aggiornato in modo da essere disponibile come modulo della channel strip, aggiungere il supporto del side-chain e fornire una funzione Preview che permette di ascoltare solo la parte di segnale che viene rimossa. Anche il settore dei drums virtuali è ben coperto grazie al nuovo Groove Agent SE 4 Acoustic Agent: si tratta della versione semplificata dell’omonimo prodotto per Groove Agent 4 e offre un unico kit che tuttavia può essere alterato pesantemente nelle sonorità grazie a un mixer che porta separatamente i campioni relativi a gruppi strumentali, segnali Room e segnali di Overhead. 20 pattern in differenti stili forniscono groove già pronti o semplici starting point per ispirarsi e iniziare a comporre da soli. La piena integrazione del prodotto all’interno di Cubase garantisce che i singoli kit-piece siano mappati 1:1 nel Drum Editor. Il nuovo Allen Morgan Pop-Rock Toolbox fornisce invece 30 construction kit, ciascuno con 25/30 loop audio e MIDI già mappati agli strumenti virtuali di Cubase. Infine, lo strumento di collaborazione remota VST Connect SE arriva alla terza versione e offre ora una grafica rinnovata e semplificata, ma soprattutto una migliore integrazione nel workflow centrale dell’applicazione e il tempo necessario per attivarlo.

Il test

Il nuovo Cubase Pro 8 ha dimostrato in test di essere un programma pienamente maturo e stabile, con tempi di caricamento e attivazione delle funzioni nettamente migliorati rispetto alle versioni precedenti. La questione del suono è complessa e dibattuta, in quanto a parere di chi scrive ciascuna DAW ha una sonorità propria che discende dal modo in cui le varie tracce vengono sommate nel mixer e dalle risoluzioni interne in diversi stadi del processing. Ebbene, ci sentiamo di affermare che questo Pro 8 suoni meglio dei suoi predecessori, con più headroom e una maggiore tridimensionalità che aiuta a superare la sterilità che ancor oggi molti annettono al mixaggio in digitale. Le nuove funzioni invece rendono il programma più immediato da gestire, con un’attenzione al workflow davvero notevole. I Wave Meters sono straordinari nella loro efficacia durante il mixdown o per scrivere un’automazione di livello, il Render in-place favorirà moltissimo chi lavora con tanti plug-in ed è sempre in debito di potenza di calcolo, mentre l’interfaccia grafica nel suo complesso è ora più veloce e sembra abbattere gli ostacoli che si frappongono tra il musicista e la sua creatività. Per noi dunque Cubase Pro 8 è assolutamente promosso!

Conclusioni

Questa nuova versione 8 merita pienamente l’appellativo di Pro che Steinberg ha voluto dare alla propria DAW storica, ed è effettivamente in grado di proiettarla a un livello di prestazioni sonore e funzionali più elevato dei predecessori. L’upgrade dalle versioni precedenti è “moralmente obbligatorio”, mentre per chi deve acquistare una nuova DAW Cubase Pro 8 rimane a nostro parere una delle proposte più convincenti e forti del mercato. Una volta di più Steinberg ha saputo sposare immediatezza e potenza in un prodotto davvero notevole ed estremamente piacevole da utilizzare. Chi fa musica col computer sa che questa non è assolutamente cosa di poco conto e facile da ottenere, anzi…

Steinberg

Tel. 0049.4042236115 (supporto per utenti registrati)
www.steinberg.net
info@steinberg.net
549,00 euro Iva compresa — Cubase Pro 8 versione full
99,99 euro Iva compresa — update da Cubase 7.5

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Strumenti Musicali n. 3 — Giugno 2015

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