Claudio Formisano, per una nuova prospettiva europea

— G. Panenero

La nomina di Claudio Formisano, Presidente di Dismamusica, alla presidenza di CAFIM, è una di quelle notizie che fanno ben sperare. Formisano, titolare di Master Music, uno dei più importanti distributori italiani di strumenti musicali, è lui stesso musicista. Abbiamo approfittato di questa importante nomina per rivolgergli alcune domande, cercando di capire quali possano essere le occasioni future per il nostro mercato e la nostra cultura musicale. Eccovi uno stralcio di quanto ci ha raccontato.

CAFIM è una delle più grosse confederazioni europee di costruttori di strumenti musicali. Composta dai rappresentanti di tredici stati, si riunisce periodicamente per verificare quali possano essere le strategie per tutelare e promuovere il prodotto europeo. Naturalmente a tutto questo è legata la promozione della pratica e della cultura musicale. La mia elezione a vice-presidente e il successivo avvicendarmi al precedente presidente è un importante riconoscimento di quanto Dismamusica sia attiva: dalle fiere di settore alla rilevazione dei dati di mercato, dal censimento dei negozi alla nuova fisionomia dell’acquirente di strumenti musicali alla partecipazione a vari convegni in tutta Italia e all’estero, fino alla collaborazione con strutture sanitarie per analizzare e combattere le problematiche legate ai problemi dell’udito dei musicisti. Quando CAFIM mi propose la vice-presidenza feci notare che la mia azienda è distributrice e non produttrice, ma la cosa venne vista come positiva, potendo innescare uno scambio di opinioni ed esperienze in più sulla realtà del mercato musicale. Da quando è iniziata questa mia collaborazione posso segnalare, per esempio, le iniziative volte a regolarizzare i rispettivi dazi import/export con la Repubblica Popolare Cinese, ove l’Europa tassa le merci in arrivo dalla Cina con un dazio del 3%, mentre le merci europee importate in Cina pagano il 17,5%. Ora, almeno per alcuni strumenti di fascia alta, siamo riusciti ad ottenere una riduzione all’1%, un bel risultato di cui andare fieri. Adesso puntiamo ad allargare questa facilitazione ad altre tipologie di strumenti e a far includere il medio prezzo. Ci preoccupiamo inoltre di conoscere quali siano le materie prime utilizzate in Cina per la costruzione di strumenti musicali, specialmente per quanto riguarda gli strumenti didattici. Da questo punto di vista c’è apertura da parte loro, apertura che noi ricambiamo con una ampia collaborazione nel campo della didattica, intesa come informazione sui metodi di insegnamento e sulla preparazione degli insegnanti: un terreno di scambio fertile dove c’è molto interesse reciproco. Il mio duplice incarico oggi mi permette di parlare più facilmente sia con la distribuzione che con la produzione, anche se vedo la produzione industriale italiana sana ma, purtroppo, ridotta rispetto al passato, mentre nel corso degli ultimi anni, in Italia, sono nate tantissime realtà artigianali di altissimo livello. Mi piacerebbe in un futuro non troppo lontano aprire un dialogo diretto anche con loro: personaggi che hanno tanto da dire e da dare, con le loro idee e i loro prodotti innovativi, ma che spesso mancano del supporto di marketing o gestionale di cui oggi non si può più fare a meno. A mio avviso gli artigiani dovrebbero considerare di sviluppare una conoscenza maggiore dei mercati e una conoscenza gestionale e amministrativa che sia quantomeno equivalente alle loro competenze specifiche perché è questo il modo migliore, e più rapido, per avere accesso e spazio su mercati molto vasti. Spesso a questa prospettiva si obietta che muoversi in maniera differente genererebbe costi che queste realtà non sarebbero in grado di sostenere ma bisogna rendersi conto che la velocità con la quale i mercati si muovono e crescono (vedi Cina e altri) impone un adeguamento perché non ci sono più confini, il mercato è globale, sono tutti chiamati in causa, ma il mercato, indipendentemente dalle dimensioni, non aspetta nessuno. Dismamusica in questo può essere il giusto interlocutore per la lunga esperienza acquisita e per il bagaglio informativo di cui dispone.”

Penso che l’esperienza che ti porti sulle spalle, dai tuoi primi passi fatti in Bosoni nel 1975 e poi in Ricordi, senza trascurare il fatto che sei tu stesso musicista, possa fare la differenza anche nel mondo del commercio online dove, se vogliamo davvero parlare di Europa, bisogna iniziare a fare chiarezza.

“Il mondo online, per la sua stessa natura e definizione, impedisce, almeno per il momento, di intervenire efficacemente. Nel caso del nostro Paese, per ottenere risultati concreti e utili a tutti, bisognerebbe arrivare ad una maggiore cooperazione tra l’associazione e i rivenditori e credo che i tempi attuali e la nostra esperienza sul campo possano essere uno sprone in questa direzione. La loro entrata in associazione, in termini da definire di comune accordo e nel rispetto dei diversi ruoli e funzioni, darebbe una spinta di crescita importante a tutto il mercato. L’associazione, non avendo un contatto diretto con il consumatore, non può fare più di tanto per stimolare il mercato, se invece lavorassimo con maggiore sinergia con i rivenditori potremmo ottenere molto di più, portando così benefici per entrambi. Se guardiamo quello che accade in altre nazioni europee, possiamo notare come ci sono casi dove i produttori si accordino con i ministeri, preposti alla cultura e all’insegnamento, per promuovere la pratica nelle scuole, organizzando workshop mirati, questo succede anche in Italia ma in misura minore. In Germania, nella struttura organizzativa del Musik Messe è presente un funzionario del ministero delle finanze. In Inghilterra, non appena viene consolidato il bilancio dello Stato, viene stabilito il finanziamento destinato allo sviluppo della pratica musicale. In Francia, per legge, il 40% della musica trasmessa in radio deve essere di produzione francese e così via. In questi Paesi, ma ne potrei citare molti altri in Europa, la cultura e la pratica musicale hanno un peso importante nei programmi del Governo, sotto tutti gli aspetti, compreso quello economico. Qui in Italia, erroneamente, sembra che la cultura e la pratica musicale siamo una missione più che una prospettiva professionale o un arricchimento personale o una scelta di vita. Ma non è tutto negativo, ci sono anche iniziative promettenti. Per esempio la senatrice Elena Ferrari ha presentato un disegno di legge, DDL 1365 del 2014, proponendo la riforma dell’insegnamento musicale nella scuola pubblica e parificata. Il progetto prende le mosse dall’esperienza della senatrice, che ha un curriculum musicale di tutto rispetto, che dimostra tutta la sua competenza e conoscenza del settore e delle sue problematiche, che già in un paragrafo della sua proposta cita l’importanza del confronto con le associazioni di settore. Più di cinquanta tra senatori e deputati di tutte le compagini politiche sostengono questo DDL. Ho avuto l’opportunità di conoscere la senatrice e abbiamo già individuato punti importanti dove cooperare parallelamente. Ci auguriamo vivamente che il DDL abbia un esito positivo e che possa decollare presto per il bene di tutti gli amanti della musica e operatori del settore. Sempre per tenere ben alta l’attenzione sul futuro, e riprendere una attività che per cause al di sopra della nostra volontà avevano “congelato” le iniziative di Dismamusica per un periodo di tempo sin troppo lungo, è stato recentemente costituito, all’interno dell’associazione, un comitato composto da alcuni dei membri più giovani, in maniera tale da portare nuove idee e proposte, guardando l’associazione con occhio critico e aiutandola così ripartire con slancio e nuovo entusiasmo. L’associazione non è e non deve essere una struttura statica e inamovibile, bensì un organismo vitale, palpitante, sempre in grado adeguarsi alle evoluzioni recependo gli input attorno a noi, che coinvolga i propri membri rendendoli partecipi dell’ attività associativa. Comunque, il discorso principale rimane sempre quello della apertura al dialogo e alla collaborazione, superare i pregiudizi e dare spazio alle iniziative: internet, la grande distribuzione e la concorrenza tra stati diversi sono argomenti che se affrontati sinergicamente possono trovare risposte concrete e utili a tutte le parti coinvolte (produttori, distributori e rivenditori). Mettere a disposizione di tutti e condividere le singole esperienze è la strada per un futuro risanamento. Quando ci troviamo di fronte a grandi difficoltà, come quelle del periodo che stiamo attraversando da anni, troviamo contemporaneamente anche delle grandi opportunità che bisogna saper cogliere, Marchionne c’è e l’ha dimostrato con Fiat e Chrysler. Il nostro mercato sta dando i primi timidi segni di ripresa, è ora che dobbiamo premere sull’acceleratore e cambiare marcia.”

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