— Emanuele Bazzotti

[quote_box_center]Replica del canale Blue dell’amplificatore Bogner Ecstasy.[/quote_box_center] [su_slider source=”media: 2314″ link=”lightbox” title=”no”] [su_note note_color=”#dfddc8″ text_color=”#000000”]

Il resto della linea: Ecstasy Red e Uberschall

Bogner_RSe non potete proprio fare a meno del suono Bogner, esistono altri due pedali che emulano altrettanti suoni di amplificatori della casa. L’Ecstasy Red emula il canale rosso dell’amplificatore Ecstasy: distorsioni elevate per ritmiche estreme e assoli. Dispone degli stessi controlli dell’Ecstasy Blue per un’ottima modellazione del suono. L’Uberschall segue le orme sonore dell’omonimo amplificatore: suoni hi-gain aggressivi, brutali ma dinamici. Tutti i pedali sono realizzati a mano e possono essere utilizzati sia per ricreare il suono Bogner sia per sperimentare altri suoni accoppiandoli ad altre strumentazioni. La gamma di pedali è completa e copre la maggior parte dei suoni necessari al chitarrista moderno. Se vi piace l’Ecstasy Blue, vi consigliamo di provare anche gli altri due, potreste trovare quello che più vi si addice o quello che vi mancava. ■
[/su_note] [su_dropcap size=”5″]E[/su_dropcap]ra il 1992 quando fu lanciato sul mercato il Bogner Ecstasy, un amplificatore molto rock’n’roll in grado di spaziare dai suoni plexi ai crunch più corposi. Oggi a più di venti anni di distanza abbiamo la possibilità di avere un pedale in grado di riprodurre il suono caratteristico del canale Blue dell’amplificatore: quello per le ritmiche rock’n’roll. Il pedale si basa su una distorsione a quattro stadi in classe A che copia il circuito dell’Ecstasy con circuiti placcati d’oro, condensatori e interruttori di primissima scelta.

Il test

L’Ecstasy Blue si presenta benissimo in una confezione su misura molto elegante e curata nell’estetica. Aprendo la scatola, il pedale mostra il suo bellissimo colore blu acceso. Le manopole a becco d’uccello ci ricordano che abbiamo a che fare con un amplificatore rimodellato in uno stompbox, troviamo quindi i classici controlli: volume, treble, middle, bass e gain. Sopra questi abbiamo quattro selettori per affinare il timbro. Variac riduce il voltaggio e comprime maggiormente il suono. Mode serve a cambiare il timbro: plexi è carico di basse e con poco gain ideale per i puliti e i semidistorti di ispirazione vintage, blue è più moderno con più medie per i crunch. Pre eq cambia la curva generale di equalizzazione: b1 aggiunge dettaglio sulle alte aprendo il suono, n offre una risposta neutra e rotonda con meno attacco, b2 amplifica contemporaneamente medie e alte. Structure modifica il suono secondo tre diverse versioni dell’amplificatore: 100 (a fuoco sulle medie), 101 (più vintage scavato sulle medie) e 20th Anniversary (moderno che enfatizza le medio-alte). Abbiamo infine due manopoline per volume e gain del boost, che si illuminano con l’inserimento del boost. I controlli sono robusti e ben collocati, troviamo solo i selettori e le manopoline del boost un po’ troppo piccoli. Parlando di come suona, in una frase diremmo che è un plexi che diventa cattivo all’occorrenza. Con il solo effetto inserito (senza boost) si resta nel campo delle distorsioni contenute e questo incontra il gusto sia dei chitarristi più evoluti che di quelli che cercano un suono ideale per la ritmica, con una buona separazione delle note suonando gli accordi. La chiarezza del suono è una delle caratteristiche principali insieme alla dinamica, molto simile a quella di una testata valvolare di qualità. Proprio la chiarezza del suono ci suggerisce di usarlo per distorcere il nostro segnale entrando nell’amplificatore pulito. Usarlo in un amplificatore distorto significherebbe sminuirlo, però siamo liberi di usarlo come ci piace, ci mancherebbe. Grazie alle diverse combinazioni di suono possiamo muoverci dal rock al blues, oppure possiamo correggere le sonorità della strumentazione che possediamo, adattando il suono alle diverse chitarre e pick-up. È un pedale molto versatile, si amalgama bene agli amplificatori valvolari e sa dare la giusta dimensione agli amplificatori a stato solido. Se vogliamo più distorsione dobbiamo solo inserire il boost ed ecco che possiamo spostarci verso i generi più moderni oppure ottenere un suono con più corpo e volume per gli assoli. Purtroppo non è possibile inserire il boost senza l’effetto ma è possibile “armarlo”, così quando accendiamo l’effetto è già attivo automaticamente. Ci sarebbe piaciuto avere la possibilità di inserire il boost indipendentemente dall’effetto, per poter pilotare la distorsione dell’amplificatore. Effetto e boost possono essere controllati remotamente dai sistemi switching tramite la porta remote, di tipo jack stereo.

Conclusioni

Il Bogner Ecstasy Blue è in grado di fornire il giusto crunch a ogni ritmica; corpo e calore dell’amplificatore Ecstasy in pratico formato stompbox. Grazie alle tante soluzioni di suono, è in grado di tirare fuori sempre il suono giusto e di adattarsi al resto della strumentazione che già possediamo. La qualità c’è tutta e purtroppo si paga ma l’investimento si giustifica se pensiamo che fa il lavoro di almeno un paio di buoni pedali.

Aramini

Tel. 051.6020011
www.aramini.net
info@aramini.net
370,00 Euro  Iva compresa

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Strumenti Musicali n. 3 — Giugno 2014

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