Bergamo Jazz 2016 – Concerti, film, iniziative didattiche e altro ancora

Mancano pochi giorni all’inizio dell’edizione numero 38 del Bergamo Jazz 2016 (che si terrà dal 13 al 20 marzo) e già si preannuncia un grande successo, grazie a concerti di artisti internazionali, proiezioni di film, iniziative didattiche e altro ancora. Il direttore artistico dell’evento è il trombettista statunitense Dave Douglas, che ha delineato un festival ricco e variegato nei contenuti.

I concerti inizieranno il 17 marzo con il live di Franco D’Andrea al Teatro Sociale. Il pianista meranese, ma milanese di adozione, presenterà nella speciale occasione il suo progetto “Traditions Today”, intestazione emblematica che racchiude lo spirito di una proposta musicale che si pone come sintesi fra storia e attualità del jazz. Accanto a D’Andrea si ascolteranno due fra i più fantasiosi jazzisti italiani, il trombonista Mauro Ottolini e il clarinettista Daniele D’Agaro, e in qualità di special guest il formidabile batterista olandese Han Bennink, che darà un tocco di imprevedibilità.

Nella stessa sera si esibirà il gruppo di uno dei nomi nuovi della scena jazzistica d’oltreoceano: il trombonista Ryan Keberle, musicista dal variegato curriculum collaborativo (Maria Schneider, Wynton Marsalis, pop star del calibro di David Bowie, Justin Timberlake e Alicia Keys e un’icona dell’indie rock come Sufjan Stevens). Keberle arriverà a Bergamo direttamente da New York alla guida del quintetto Catharsis, nel quale la schietta pronuncia jazzistica del leader e degli altri strumentisti coabita con influenze sudamericane portate in dote dalla vocalist di origine cilena Camila Meza.

Joe Lovano (foto di Jimmy Katz)
Joe Lovano (foto di Jimmy Katz)

La prima delle tre serate (18 marzo) al Teatro Donizetti, sarà contrassegnata dalle due personalità d’eccezione di Geri Allen e Joe Lovano. La pianista del Michigan, nata a Pontiac e cresciuta a Detroit, si proporrà in veste solitaria sullo sfondo del suo recente album Motown & Motor City Inspirations – Grand River Crossings, nel quale figurano originali riletture di classici della black music, da “Inner City Blues” di Marvin Gaye a “That Girl” di Stevie Wonder e “Wanna Be Startin’ Somethin’” di Michael Jackson, ma anche della beatlesiana “Let It Be” filtrata dall’interpretazione della regina del soul Aretha Franklin.

Da parte sua, coadiuvato dal pianista Lawrence Fields, dal contrabbassista Peter Slavov e dal batterista Lamy Estrefi, Joe Lovano non mancherà sicuramente di offrire una prova degna della sua fama di gigante del sassofono tenore, strumento nel quale oggi il musicista italoamericano ha ben pochi rivali.

Anat Cohen si esibirà al Teatro Donizetti il 19 marzo
Anat Cohen si esibirà al Teatro Donizetti il 19 marzo

Sabato 19, si esibirà la clarinettista Anat Cohen, fresca vincitrice fra gli specialisti del suo strumento nei due referendum indetti fra la critica internazionale e i propri lettori dal prestigioso mensile americano Down Beat. Importanti affermazioni che la musicista di origine israeliana ha ottenuto dopo la pubblicazione del fortunato album Luminosa, dove a fungere da trait d’union è la musica brasiliana. In ogni caso, sia su disco che sul palcoscenico, Anat Cohen manifesta tutta la propria freschezza espressiva e comunicativa. Qualità che non difettano certo a un pianista di grande levatura e dal rigoroso percorso artistico quale è Kenny Barron, autentico fuoriclasse della tastiera acustica. Al suo fianco ci saranno il contrabbassista Kiyoshi Kitagawa e il batterista Johnathan Blake, efficaci partner di un vero Maestro del jazz moderno.

Il programma di domenica 20 marzo darà spazio a due gruppi guidati da altrettanti batteristi e accomunati dalla predilezione per atmosfere festose e coinvolgenti. L’americano Billy Martin, componente del celebre trio Medeski Martin and Wood, si proporrà a capo dei suoi Wicked Knee, vera e propria all stars band che allinea il trombettista Steven Bernstein, il trombonista Brian Drye e il francese Michel Godard, specialista della tuba. Definita dallo stesso leader “ragtime funk”, la musica di Billy Martin e compagni si preannuncia ad elevato tasso energetico, così come sarà quella del sudafricano Louis Moholo-Moholo e dei suoi “5 Blokes”, forti di due sassofonisti (Jason Yarde e Shabaka Hutchings), del pianista Alexander Hawkins, nuova stella del jazz europeo, e del contrabbassista John Edwards. Un finale nel solco di melodie e di ritmi che rimandano alla tradizione sudafricana, mescolata con il più scoppiettante linguaggio del jazz.

Nelle stesse giornate delle tre serate al Teatro Donizetti sono previsti altri appuntamenti di sicuro interesse e richiamo. Alla GAMeC, nel pomeriggio di venerdì 18 (ore 17,30), si potrà assistere al faccia a faccia fra i sassofonisti Tino Tracanna e Massimiliano Milesi, le cui coordinate espressive includono incursioni anche nella musica classica, mentre all’Auditorium di Piazza della Libertà saranno di scena, rispettivamente sabato 19 e domenica 20 (in entrambi i casi alle 17) gli scandinavi Atomic, formazione tra le più avvincenti del momento, e il Jazz Quartet del batterista Mark Guiliana, strumentista di vaglia che ha alle spalle collaborazioni illustri con, fra gli altri, David Bowie (l’ultimo album Blackstar), Brad Meldhau e lo stesso Dave Douglas. Ancora domenica, ma la mattina alle 11, l’interessante “Balkan Bop Trio” del pianista albanese Markelian Kapedani, nel quadro della consolidata collaborazione con Jazz Club Bergamo.

Ampio rilievo avranno poi i legami fra jazz e cinema, ad iniziare dall’ormai immancabile passaggio di testimone fra “Bergamo Film Meeting” e “Bergamo Jazz”: domenica 13 marzo (dalle 15,30) si potrà assistere prima alla proiezione del film Giungla di cemento di Joseph Losey e poi alla sonorizzazione, ad opera del virtuoso del sax soprano Gianni Mimmo, dello storico film di animazione Le avventure del principe Achmed di Lotte Reiniger. E per la rassegna Jazz Movie, realizzata in collaborazione con LAB80: il film-documentario The Miles Davis Story di Mike Dibb e ‘Round Midnight di Bertrand Tavernier, in programma martedì 15 e mercoledì 16 (ore 21).

E ancora: alla Domus Bergamo di Piazza Dante, dal 18 al 20 marzo, presentazioni di libri (Improvviso singolare di Claudio Sessa e Storie di Jazz di Enrico Bettinello), concerti del dopo festival con il trio di Roger Rota e il quintetto Clock’s Pointer Dance, e un incontro fra Dave Douglas e Franco D’Andrea. Il programma della Domus è dedicato a Silvia Infascelli, la cantante bergamasca scomparsa di recente.

Infine, l’abituale iniziativa didattica “Incontriamo il jazz”, rivolta agli alunni della scuola primaria e secondaria, con la novità di un appuntamento destinato agli studenti universitari, e curata dal CDpM-Centro Didattico Produzione Musica Europe, si svolgerà nelle mattinate dal 16 al 19 marzo.

 

 

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