— P. Panenero e J. Giuliano

[quote_box_center]Un ottimo microfono per strumenti musicali e per amplificare cabinet di chitarra o basso, costruito con cura per durare a lungo.[/quote_box_center] [su_slider source=”media: 1354,1353″ link=”lightbox” title=”yes”] [su_dropcap size=”5″]N[/su_dropcap]elle normali applicazioni live o da studio si usa amplificare rullanti e cabinet, sia da chitarra che per basso, con i “soliti” microfoni noti e affidabili. Niente di male in questo, ve lo potrà confermare qualsiasi fonico di un certo livello. Lavorare con certi muletti, noti e molto diffusi, dona una certa sicurezza e garantisce risultati certi. Ma chi ci assicura che quei risultati siano l’unica strada percorribile? Qualche anno fa, insieme a Sergio Fanton di Notak Music Solutions, nello studio dei Bluvertigo, ebbi il primo incontro con i microfoni Audix, testimoniato da un test pubblicato proprio sulle pagine della nostra rivista. All’epoca, viste le mie origini batteristiche, mi occupavo di test di piatti, tamburi e batterie e quella prova fu quindi interamente svolto attorno a un set di batteria (suonato per l’occasione da Giancarlo Ippolito). Bene, per farla breve, provammo un set ampio e variegato di microfoni Audix, accostati ai “soliti noti”, i microfoni più blasonati, affidabili e utilizzati negli studi di tutto il mondo. I microfoni Audix ne uscirono non solo vincenti e a testa alta, ma in otto casi su dieci vincenti in maniera perfino imbarazzante, sia per rapporto qualità/prezzo, sia resa sonora complessiva. In effetti, tra i vari utilizzatori di microfoni Audix ci sono i Blue Men Group, Alanis Morisette, David Garibaldi, John Wakerman, Giovanni Hidalgo, Airto Moreira, Ani Di Franco, Crosby, Stills & Nash, Brian Auger, Marco Minneman, Stanton Moore, Tower of Power, Willie Nelson e i Doobie Brothers, per citarne solo alcuni (sic!). Oggi, dopo quasi dieci anni, torniamo proprio su uno di quei microfoni, l’Audix i5, che in quel test venne usato per registrare il suono del rullante, in configurazione up/down: uno ad amplificare la pelle battente, l’altro la pelle risonante con relativa cordiera. L’Audix i5 è un microfono caratterizzato da una costruzione molto robusta, con una leggera spugna anti-vento inserita sotto la griglia di metallo, un diagramma cardioide molto stretto, a punta di lancia verrebbe da dire, che lo rende poco sensibile ai suoni e ai rumori che lo circondano, ma che rendono necessaria qualche attenzione nel suo puntamento. In questo nuovo test, svolto presso Labirinti Acustici di Enrico Ricciardi, lo abbiamo messo alla prova nel riprodurre l’amplificazione per basso, dato che una delle sue caratteristiche più marcate, rispetto alla diretta concorrenza, è una risposta in frequenza più estesa verso le basse frequenze e la capacità di gestire carichi di pressione sonora notevoli. Il basso è stato suonato da Jacopo Giuliano utilizzando, oltre ovviamente alle sue mani e alla sua bravura, un amplificatore combo 1×12”, un basso 5 corde attivo, con una configurazione di pick-up e di elettronica abbastanza varia da fornirci una serie di timbri molto diversi tra di loro, e alcuni ottimi cavi da studio, sia Reference Laboratory, sia Fluxus, tutti corredati di connettori Neutrik, sia sul basso che sui microfoni utilizzati per il test.

Il test

Per provare questo microfono Audix i5 abbiamo registrato alcune tracce audio, utilizzando Apple Logic Pro X e un’intefaccia AD/DA dotata di preamplificatori microfonici decisamente trasparenti. Abbiamo posizionato il microfono Audix i5 e un microfono di confronto, utilizzando gli stessi identici cavi. Abbiamo utilizzato prima una coppia di Reference poi due Fluxus, e abbiamo chiesto a Jacopo di sviscerare tutte le timbriche disponibili nel suo strumento. Abbiamo così registrato quattro tracce, due per ogni microfono con i differenti cavi. Jacopo ci ha elargito walkin’ bass ricchi di basse frequenza, perforanti ritmiche slap, un imperioso basso pop e alcuni armonici. Parti comunque semplici da risultare scandite e intellegibili e da poter essere ripetute più volte con una notevole precisione esecutiva. Abbiamo poi ascoltato il file audio utilizzando due cuffie differenti, aperte e chiuse, e tre sistemi di casse differenti: una coppia di bass reflex, una coppia di tower dotate di labirinto e, per ultimo un sistema da libreria, bass reflex più sub-woofer. Il suono del basso è stato ripreso con una fedeltà notevole, in tutte le sue nuance. La capacità di questo microfono di gestire pressioni sonore, pari o superiori ai 140dB, e la curva di frequenze disegnata da Audix hanno fatto il resto. In tutte le prove e i timbri utilizzati il suono dell’Audix è risultato più potente e più aperto di quello del microfono di riferimento, con un maggior corpo e acuti leggermente più presenti.

Conclusioni

Il dinamico Audix i5 si è dimostrato un cavallo di razza e ha ridato un suono molto simile a quello del microfono utilizzato come riferimento, ma con una dose maggiore di bassi e, anche se in misura minore, di acuti, dovuti certamente alla scelta stilistica operata dai suoi progettisti quando ne hanno disegnato la curva della risposta in frequenza. Di certo la nostra scelta di amplificare il basso elettrico e non la chitarra, strumento più consono alle caratteristiche di questo microfono, è stato un azzardo, ma un azzardo voluto. Di certo l’Audix i5 ha superato la prova a pieni voti, dimostrandosi disposto a scendere verso frequenze più corpose e a farlo con una qualità sonora importante. Uno strumento robusto e affidabile, ottima la realizzazione metallica del corpo, con un gran suono e un ottimo rapporto qualità prezzo.

Un grazie a Enrico Ricciardi, di Labirinti Sonori, per lo spazio, le casse acustiche Hypnocampus, i cavi Fluxus, la pazienza e il supporto tecnico e umano fornitoci, e ovviamente a Jacopo Giuliano, che si è dimostrato musicista preciso e affidabile.

 

FreqPolare

Reference Laboratory

Tel. 071.7202120
www.referencelaboratory.com
info@referencelaboratory.com
156,16 euro  Iva compresa

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Strumenti Musicali n. 3 — Giugno 2015

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