— Giulio Curiel

[quote_box_center]Una nuova cuffia chiusa, neutrale e con un’ottima estensione sonora.[/quote_box_center] [su_slider source=”media: 1798,1797″ link=”lightbox” title=”no”] [su_dropcap size=”5″]A[/su_dropcap]udio-Technica è un serio costruttore giap-ponese attivo da oltre cinquant’anni nel settore dei trasduttori: il suo catalogo è sempre stato basato su testine fonografiche, microfoni, cuffie, e più recentemente anche su sistemi wireless e prodotti per DJ. Fresco di una rinnovata distribuzione italiana, appare oggi sulle nostre pagine con uno dei prodotti più rispettati dalla comunità dell’audio pro, ovvero quella ATH-M50 che da diversi anni è una dei riferimenti nel settore delle cuffie monitor da studio. La nostra protagonista è la rinnovata versione ATH-M50x, che all’apprezzato modello base aggiunge una nuova lavorazione dei cuscinetti di appoggio al capo e il cavo staccabile. Quest’ultimo si connette con un micro-jack posto sul padiglione di sinistra, si fissa con una rotazione di un quarto di giro e poi si è pronti a partire. Audio-Technica offre ben tre cavi in dotazione: il primo è il classico spiralato da studio, il secondo è un cavo liscio da tre metri e il terzo è un altro liscio di uguale fattura ma limitato a 1,2 metri per lavorare in abbinamento a player portatili. Tutti i cavi terminano su jack 3,5 mm ma la confezione di vendita include anche l’adattatore per passare al calibro pro da 6,35 mm. La cuffia è di tipo chiuso circumaurale, ha capsule dinamiche da 45 mm con magneti al neodimio e possiede padiglioni ripiegabili per favorirne il trasporto. Essi possono inoltre ruotare sugli assi X e Y, e infine essere ribaltati di 180° verso l’esterno per lavorare con un orecchio solo. Se a questo si abbina l’archetto regolabile a scatti ne esce un quadro di ottima flessibilità operativa. A chi non piace nera, la ATH-M50x è disponibile anche in un sciccosissimo bianco, e in una strana combinazione blu/cuoio.

Il test

La ATH-M50x è un prodotto ben costruito e ingegnerizzato: i materiali di rivestimento dei padiglioni e dell’archetto sono morbidissimi, appaganti e confortevoli al tatto. Meno esaltanti appaiono le coppe esterne dei padiglioni, realizzate in plastica dura, ma poiché questa parte non influisce direttamente sull’esperienza d’uso si può dire che ciò non costituisca un vero problema. Ottime sono anche le possibilità di regolazione, che consentono sia di trovare un ottimo comfort sul capo, sia di lavorare in diverse modalità. È per esempio possibile ascoltare da un orecchio solo lasciando libero l’altro, anche se in questo modo d’uso la cuffia tende facilmente a scivolare dalla testa e quindi va trattenuta. Va in ogni caso ricordato che stiamo parlando di una cuffia chiusa e quindi la pressione esercitata sulle orecchie e soprattutto sulla zona temporo-mandibolare è superiore a una aperta: questo influisce sul comfort in senso assoluto, che tuttavia si mantiene nettamente migliore della maggioranza dei modelli pro chiusi di prezzo comparabile. Ma veniamo al suono: la ATH-M50x è una cuffia che fa sentire tutto e “non regala” niente. I bassi ci sono, potenti e definiti con una buona capacità di introspezione e discernimento delle diverse note e dei fraseggi dei vari strumenti che insistono su questa gamma. Anche l’estensione è buona, e nettamente migliore della maggioranza di cuffie aperte vendute a prezzi similari. Il medio-basso è neutrale e ben reso, senza alcuna slegatura con la gamma precedente. Il medio è presente e lineare, ideale per rappresentare le voci e i riverberi che le rivestono, favorendo anche in questo caso la capacità di discernere le diverse componenti del mix. Il medio-alto ha caratteristiche simili, mentre timbricamente appare un po’ teso, tirato: il rullante schiocca e si avverte un minimo di fatica sonora. Ottimo, veloce e dettagliatissimo il comparto acuto, mentre manca un pizzico d’aria alle altissime rispetto alle cuffie high-end. Insomma, tirando le somme vien da dire che la ATH-M50x è “la NS10 delle cuffie”, ovvero un prodotto economico, versatile, rivelatore, onesto, che non fa nulla per irretire l’ascoltatore con comportamenti eufonici. Questi peraltro non rientrano nello spirito Audio-Technica e nell’impronta sonora del costruttore giapponese, che da sempre si distingue per un suono analitico, pulito, aperto e sostanzialmente neutrale. Le note di utilizzo si esauriscono osservando come la cuffia sia adatta sia all’utilizzo in studio, che sul palco che anche per un DJ set (in quest’ultimo caso facendo un po’ di attenzione al bel rivestimento di padiglioni e archetto). Questa versatilità dipende da un azzeccato mix di impedenza medio-bassa, elevato livello di uscita, isolamento esterno, adattabilità meccanica, suono diretto ma pulito. Veramente un ottimo risultato.

Conclusioni

La Audio-Technica ATH-M50x è una cuffia estremamente valida per l’uso professionale. Chiusa, versatile, dotata di ottime possibilità di regolazione e ugualmente adatta sia in studio che nel live grazie ai padiglioni ruotabili di 180°, ha soprattutto un pregio fondamentale: è analitica e selettiva rispetto al materiale registrato, ai dettagli di ambienze e tessiture strumentali. Insomma, un vero monitor. Questo la rende molto attraente per il professionista, per il quale costituirà un autentico strumento di lavoro. Salendo di prezzo si possono ovviamente trovare cuffie migliori e magari anche più trasparenti e non affetti da quella lievissima durezza che noi abbiamo riscontrato in test, ma al suo prezzo è in assoluto una delle migliori proposte del mercato. Da considerare seriamente.

Audio-Technica Distribution – a Division of Sisme S.p.A

Tel. 071 7819 666
www.sisme.com
159,00 Euro  Iva compresa

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Strumenti Musicali n. 4 — Agosto 2014

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