— Riccardo Gerbi

[quote_box_center]Un potente controller dal feeling pianistico, con soluzioni efficaci in termini di forme e di contenuti sonori: buone idee dai cugini d’oltralpe.[/quote_box_center] [su_slider source=”media: 1266,1267,1268,1269″ link=”lightbox” title=”yes”] [su_note note_color=”#cef4fd” text_color=”#000000″]

La serie KeyLab

Oltre al modello a 88 tasti oggetto del nostro test, il catalogo Keylab comprende altri tre modelli dotati di meccaniche con tasto semipesato a passo regolare da 25, 49 e 61 tasti; per ciascun modello è prevista inoltre una variante denominata “Producer Pack”, con un bundle arricchito dalla DAW Bitwig Studio e la versione “Full” del sintetizzatore Arturia MiniV. Esiste inoltre una variante compatta in questa serie denominata MiniLab, dotata di una tastiera mini a 25 tasti sensibili alla Velocity, e un parco di controlli fisici comprendente 16 potenziometri organizzati in quattro set, otto pad sensibili alla Velocity, infine Pitch Bend e Modulation nella variante “Touch-Strip”.[/su_note] [su_dropcap size=”5″]P[/su_dropcap]resentata al MusikMesse dello scorso anno, la nuova punta di diamante della gamma KeyLab di Arturia è comparsa sul mercato solo nei primi mesi del 2015. Le analogie con le “sorelle minori” della serie si fermano alla condivisione del set di controlli perché, oltre alla meccanica estesa e a una generosa dotazione software, la KeyLab88 presenta una serie di soluzioni per assurgere al ruolo di centro nevralgico del setup di un musicista moderno.
Il design è allineato a quello degli altri modelli, con lo chassis in alluminio di colore panna protetto ai lati da due spessi fianchetti in legno. Nella dotazione a corredo troviamo un elegante leggio e un profilo in materiale plastico: quest’ultimo si può agganciare al pannello posteriore per estendere il piano di appoggio e posizionare sulla KeyLab88 un laptop, altre superfici di controllo, oppure una piccola tastiera. La meccanica a 88 tasti della KeyLab88 è l’ultima versione dell’italiana Fatar TP100L/R, nello specifico con supporto dell’Aftertouch monofonico; il meccanismo della tastiera è stato rivisto, inserendo una sottile striscia di schiuma poliuretanica (Memory Foam) sul punto dove poggia il martelletto in posizione di riposo, al fine di ridurne il rimbalzo a fine corsa. Il set di controlli fisici è lo stesso che equipaggia i modelli KeyLab a 49 e 61 tasti: partendo da sinistra, troviamo le due rotelle per Pitch Bend e Modulation, più la coppia di switch per impostare l’ottava o il Transpose: premendoli contemporaneamente il cursore sul display si sposta sulla cella per regolare la trasposizione in semitoni. Gli altri controlli a disposizione sono il potenziometro del volume, due Encoder dotati di switch, il display LCD da 16 caratteri x 2, più tre switch per la selezione delle categorie Sound, Multi e per accedere ai menu dell’editing. La sezione comprendente i 10 potenziometri e i nove fader è organizzabile in due banchi, peraltro selezionabili tramite switch dedicati, mentre in basso troviamo 10 switch assegnabili e i comandi trasporto. Il pannello si chiude con la sezione comprendente i 16 pad sensibili alla Velocity e retroilluminati. Il pannello posteriore ospita l’interruttore di accensione e la presa per un alimentatore di rete, l’interfaccia USB, una presa Breath Controller, tre prese per collegare fino a tre pedali (di cui uno assegnabile), infine le porte MIDI In e Out. Rimarchevole la presenza di una funzione Snapshot, che consente di associare una serie di preset della Analog Lab ai 10 switch assegnabili, per un rapido richiamo. La workstation Analog Lab è stata studiata per l’interazione con il controller: in essa troviamo alcune raffinate emulazioni di Arturia basate sulla tecnologia proprietaria TAE (True Analog Emulation) quali CS-80 V, ARP2600 V, Mini V, Modular V, Prophet 5, Prophet VS, Jupiter-8V, Oberheim SEM V e Wurlitzer V. Le modalità operative sono tre: possiamo richiamare il singolo preset nel modo Sound, oppure combinare due timbriche in Split/Layer all’interno di un Multi, che include una sezione mixer con controlli di pan e volume per ciascuna parte, e una coppia di blocchi effetti indipendenti selezionabili Pre/Post Fader. La modalità Live consente infine di allestire un database di Sound e Multi preferiti, associando a ciascuno un Program Change per richiamarli facilmente dal mondo esterno. Complessivamente, la Analog Lab fornisce oltre 5.000 preset, e tramite i controlli predefiniti sulla KeyLab88 possiamo gestirne in ciascuno gli inviluppi ADSR del filtro e dello stadio di amplificazione con i fader, mentre ai potenziometri sono assegnati il Cutoff e la risonanza del filtro, l’intensità dei blocchi effetti e quattro parametri dedicati. Se possedete la versione completa di uno o più sintetizzatori vintage, inclusi nella Analog Lab, quest’ultima li riconosce rendendo disponibile non solo l’interfaccia grafica del sintetizzatore per l’editing approfondito, ma sbloccando anche l’assegnazione dei controlli sulla KeyLab88. Il bundle di software dedicato al pianista include un’emulazione fedele alla filosofia di Arturia, come il pianoforte a modelli fisici Modartt Pianoteq 5, nella versione Stage, ma anche una variante basata sul campionamento di un gran coda Steinway a cura della software house UVI. Nell’impiego come controller generico, per l’assegnazione dei controlli Arturia fornisce a supporto il software MIDI Control Center.

Il test

Ormai è una prassi inserire nel corredo dello strumento i voucher con le varie licenze dei software da scaricarsi su internet, ma se la procedura di installazione fila via liscia per la Analog Lab o il Pianoteq 5 Stage, quella del pianoforte di UVI si è rilevata piuttosto macchinosa, e meriterebbe una semplificazione nella procedura. Arturia è riuscita a ottenere un ottimo compromesso tra peso e rigidità strutturale nella KeyLab88: oltre all’adozione dell’alluminio per il telaio, i robusti fianchetti in legno proteggono la meccanica da pericolose torsioni durante il trasporto. Se il leggio è merce rara in altri controller concorrenti, la possibilità di modulare l’ampiezza della superficie di appoggio dello strumento con il piccolo pannello a corredo è una bella idea, perché consente in qualsiasi contesto di condensare il proprio setup. Siamo sicuri che questa soluzione, in futuro, sarà presa in considerazione anche dalla concorrenza. Le migliorie apportate alla meccanica Fatar ci hanno sorpreso positivamente perché, se la corsa del tasto resta pressoché invariata rispetto al passato, al tocco esprime una maggiore consistenza e un ritorno in posizione di riposo più regolare. Rimarchevole infine il miglioramento in termini di silenziosità della meccanica nell’uso. Seppur monofonico, il supporto dell’Aftertouch nella TP100L/R va seriamente da considerato, perché i concorrenti che implementano il supporto su una meccanica pesata si contano oggi sulle dita di una mano. Nella sezione dei controlli ci piace la risposta dei pad, peraltro impreziositi dalla retroilluminazione, mentre la risposta di fader e potenziometri è nella norma. La navigazione studiata da Arturia consente di compiere impostazioni direttamente da pannello in modo semplice ed intuitivo, e ci piacciono particolarmente le Snapshot, perché avere sempre “sottomano” una manciata di timbriche preferite rende più spedito il processo creativo. L’assenza di una regolazione del contrasto nel display ci lascia perplessi, perché se in piedi davanti allo strumento il piccolo schermo è ben visibile, stando seduti la luminosità impostata di default costringe ad aguzzare un po’ la vista per la lettura. In conclusione, un plauso ad Arturia per la dotazione nelle connessioni, perché oltre alle tre prese per i pedali o le porte MIDI I/O, ci ha colpito positivamente la presenza della presa Breath: non costa poco un controller dedicato, ma se amate programmare delle timbriche acustiche e sintetiche con il giusto tasso di espressività, l’investimento può rivelarsi assai appagante. Ci piace l’immediatezza riscontrata nel MIDI Control Center, inoltre merita una menzione la possibilità di richiamare in ordine cronologico le modifiche effettuate, per rimediare a possibili errori compiuti nell’ultima assegnazione: ben fatto. Passando all’analisi dei software in bundle, la filosofia insita nella Analog Lab è davvero azzeccata: anche nell’uso come semplice player è davvero difficile non trovare negli oltre 5.000 preset quello giusto per il proprio progetto musicale. Se vi piace una determinata emulazione potrete sempre integrarla in seguito diluendo l’investimento nel tempo, con le originali modalità operative della Analog Lab a supporto sia per aggiungere nuove sfumature ai timbri – si pensi al doppio multieffetto nel modo multitimbrico – oppure per organizzarli al meglio per l’impiego sul palco nel modo Live. Condividendo lo stesso motore di sintesi TAE delle singole emulazioni, il suono restituito dalla Analog Lab non riserva brutte sorprese: nel database troviamo timbriche potenti nel carattere e in grado di emergere anche in un mix affollato, come i Lead proposti dall’ottimo Mini V. Se amate quei pad avvolgenti e al contempo cangianti degli anni Ottanta, provate alcuni preset del CS80 V o del Jupiter-8 V, andando a escludere il Soft Clip e lavorando in gamma alta con l’algoritmo Eq4 nei blocchi effetti di un Multi della Analog Lab: le sorprese non mancheranno. Se dovessimo suggerire l’acquisto di qualche versione completa, il Modular V è sempre una bella palestra per esercitarsi con l’editing, e il parco controlli della KeyLab è una mano tesa in tal senso, mentre il Mini V e le emulazioni Yamaha e Roland sarebbero le nostre prime scelte per la qualità dei preset proposti. Oltre all’equalizzatore, tra i 17 algoritmi disponibili nei blocchi FX dell’Analog Lab, meritano una menzione il Bit Crusher o il Destroyer se volete dare un tocco di “low-Fi” al timbro, ma anche il compressore può rivelarsi strategico per compensare eventuali picchi dinamici derivanti dalla stratificazione di una coppia di preset. A voler essere pignoli, nel manuale la sezione meriterebbe uno spazio descrittivo più ampio del semplice uso. La scelta di Arturia riguardo alle timbriche di pianoforte, a nostro parere, è azzeccata dato che consente di esplorare due filosofie diverse in termini di emulazione, dando la possibilità di scegliere quella più adatta al contesto musicale. Il K2 Grand Piano, disponibile nel Pianoteq 5 Stage, esprime un carattere decisamente più maturo e credibile rispetto alle precedenti versioni. Ottimo in gamma grave e acuta su tutto il range dinamico, dove soffre ancora leggermente è in gamma media, perché sul pianissimo il suono tende leggermente a sgranarsi. Modartt consente di scaricare gratuitamente un secondo pacchetto di emulazioni e, nello specifico, suggeriamo quello dedicato ai pianoforti elettrici, ma installate anche la serie KIViR Instrument: si tratta di altre emulazioni gratuite di pianoforti storici acustici ed elettrici, clavicembali e cimbalom realizzate dagli utenti. Riguardo al multicampionamento di Steinway D, fornito da UVI, alle nostre orecchie si discosta leggermente dall’originale esprimendo un carattere piuttosto imperioso e meno delicato. In ogni caso, è ottimo per omogeneità tra i layer, qualità dei rumori tipici di contorno e per il buon ambiente a corredo.

Conclusioni

Facendo una somma tra l’offerta hardware e software, Arturia KeyLab88 è davvero uno strumento trasversale. Interagendo con la Analog Lab questo controller rimanda ad alcuni sintetizzatori workstation odierni, con meccanica pesata molto gradita ai pianisti, ma con un motore di sintesi e un set di controlli molto più completo nella proposta francese. Nell’impiego con le timbriche pianistiche, in termini di contenuti, KeyLab88 diventa un serio concorrente per quei pianoforti digitali di pari valore, spesso impiegati in studio nelle vesti di controller MIDI. A voi la scelta di mantenere distinti i due universi sonori proposti da Arturia, oppure di farli interagire tramite un software host di terzi o la vostra DAW preferita. Calcolando l’intera offerta, il prezzo richiesto è ampiamente giustificato e, se siete alla ricerca di un nuovo “cervello” per il vostro setup, Arturia KeyLab88 è un candidato da tenere in assoluta considerazione.

Midiware

Tel. 06.30363456
www.midiware.com
info@midiware.com
852,78 euro  Iva compresa

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Strumenti Musicali n. 3 — Giugno 2015

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