— Alessandro Magri

[quote_box_center]Apogee Ensemble, un’interfaccia audio di qualità professionale, trenta In trentaquattro Out, che si candida a un ruolo centrale nel project studio “mixer less”.[/quote_box_center] [su_slider source=”media: 3197,3196,3195″ link=”lightbox” title=”no”] [su_dropcap size=”5″]I[/su_dropcap]deale compagna di Logic Pro X, ma non solo, Apogee Ensemble occupa solo un’unità rack e si colloca virtualmente a fianco di Symphony I/O nella fascia top dei prodotti Apogee. Offre preamplificatori, DI e convertitori di qualità professionale con una disponibilità di Input/Output che la rende estremamente versatile. La connessione Thunderbolt2, compatibile anche con Thunderbolt 1, consente inoltre di ottenere tempi di latenza molto contenuti: Apogee dal proprio sito informa che con la DAW Logic Pro X si avranno solo 1,1 ms di latenza In su Out. Inoltre Ensemble è un sistema modulare e, a breve, sarà possibile possibile connettere fino a quattro interfacce mediante una singola porta Thunderbolt ottenendo così un sistema ampio e dalle elevate prestazioni. Dal punto di vista dei controlli, Ensemble offre ben quattordici pulsanti e quattro controlli rotativi da pannello frontale, quindi due display OLED con i quali è possibile gestire tutti i parametri relativi ai preamplificatori e control room. Inoltre, oggi consuetudine di mercato, anche Apogee offre un bundle di plugin pronti all’uso: la partnership si rivela di alto livello, infatti acquistando Ensemble otterremo anche il bundle Waves Gold il quale comprendendo ben 35 plugin si attesta da solo a un valore di circa 800 dollari.

Il Test

Già al fatidico momento dell’”unboxing” l’apparato dà immediatamente un’ottima sensazione grazie ai due OLED display e un certo “peso” che svela certa sostanza anche nei materiali utilizzati per la costruzione. È presente un manualetto Quick Start rigorosamente in inglese che rende accessibile la consultazione anche a chi non è particolarmente avvezzo all’inglese parlato. Procedo quindi con impazienza alla connessione a un iMac utilizzando il cavo Thunderbolt (purtoppo non in dotazione). Effettuo il download del driver dal sito Apogee e procedo all’installazione. Il download, oltre al driver, contiene anche il software di gestione dell’interfaccia, denominato Maestro 2, che troverà dimora nella cartella Applicazioni del Mac. Non appena provveduto all’installazione e riavviato il Mac l’interfaccia è immediatamente riconosciuta da CoreAudio: tutto come da copione. Ensemble è un’interfaccia per Apple Mac che è in grado di funzionare con qualsiasi DAW che utilizzi Coreaudio, ad esempio Pro Tools, GarageBand, MainStage, Final Cut, Ableton Live, Digital Performer, Studio One, Cubase, Nuendo e ovviamente Logic Pro X, che ho utilizzato per il test. Procedo a definire l’utilizzo di tale driver all’interno di Logic Pro X mediante il seguente percorso: Main Menù Logic Pro/Preferences/Audio/Output Device e Input Device, laddove provvedo anche a impostare l’I/O Buffer Size determinandolo a 128 samples; attivo un Software Instrument al fine di verifica e tutto si dimostra immediatamente funzionante. Provo ora a effettuare una registrazione audio connettendo un microfono all’input numero uno effettuando la regolazione del gain di preamplificazione da pannello e dal mixer di Logic Pro X 10.2. È tutto molto semplice.

Gli ingressi
Ensemble dispone di otto preamplificatori con tecnologia Advanced Stepped Gain Architecture™ che grazie all’interazione di più amplificatori operazionali, che agiscono contemporaneamente, è in grado di fornire una larghezza di banda superiore, soglia di rumore estremamente bassa e una distorsione praticamente inesistente su tutta l’escursione del guadagno (da 0 a 75 dB), oltre alla possibilità di gestire il gain con passi di 0,1dB. Ognuno degli otto preamplificatori può gestire sorgenti di tipo Mic, Line e Instrument: non mancano le classiche “utilities” quali filtro passa-alto (Low Cut), inversione di fase (Phase) e l’alimentazione Phantom a 48V per microfoni a condensatore. Sui canali uno e due sono inoltre presenti due graditissime connessioni send/return al fine di poter effettuare degli insert. Una bella notizia per gli utilizzatori della DAW Apple, Logic Pro X, è dettata dal fatto che i preamplificatori Apogee sono controllabili via software direttamente dall’interno del mixer di Logic Pro X rendendolo di fatto sempre più simile a un mixer hardware: peraltro è nota la grande integrazione che contraddistingue i prodotti Apple e Apogee. Non posso non pensare alla gioia di fonici che, dalla sala di ripresa, potranno aggiustare il gain dei preamplificatori mediante un iPad via Wi-Fi, oppure al pianista che potrà avere il controllo totale sulla registrazione stando comodamente seduto in sala di ripresa: bella idea di Apple immediatamente implementata da Apogee, speriamo che altri seguano questo esempio. Sul pannello frontale, si aggiungono due connessioni “Direct Input” (d’ora innanzi abbreviato DI) ai quali si potrà connettere chitarre e bassi al fine di poter gestire correttamente il “Gain Stage”. Le DI in questione sono di Classe A JFET, quindi offrono un suono definibile come “valvolare vintage” il quale aggiunge armoniche a sintetizzatori e altri strumenti elettronici come drum machine e quant’altro. Le due DI offrono anche due connessioni output che consentono di prelevare il segnale della sorgente “inalterato” al fine di poterlo inviare anche all’amplificatore per chitarra/basso. È normale acquisire in una registrazione professionale ad esempio il basso su due track distinte, una con la registrazione diretta (DI) e l’altra con il segnale microfonico prelevato dall’amplificatore. Inoltre le suddette connessioni output delle due DI consentono di effettuare la tecnica di Re-Amp, cioè di reindirizzare una sorgente precedentemente acquisita nuovamente all’amplificatore al fine di poterne modellare il suono al fine di riacquisirlo: una bella versatilità disponibile all’interno di un unico apparato.

I Convertitori
Gli otto preamplificatori e le due DI sono internamente connessi ad altrettanti convertitori A/D. Ciò che spesso non è chiaro all’utente finale è che non basta “assemblare” i migliori componenti sul mercato, bensì è necessario avere una progettazione efficace al fine di consentire una perfetta interazione fra essi. In primis è necessario utilizzare un alimentatore in grado di erogare le tensioni e le potenze necessarie ad alimentare le varie parti analogiche e digitali, che fornisca massima stabilità senza introdurre rumore, che si ripercuoterebbe inevitabilmente nel segnale audio, è inoltre essenziale fornire allo stadio di conversione analogica in ingresso il migliore segnale audio possibile: arrivare al DAC con un segnale di scarsa qualità ne vanificherebbe le potenzialità.
Spesso si dimentica che registrando a livelli troppo bassi, verranno utilizzati solamente una minima parte dei bit disponibili ottenendo una registrazione di fatto a una risoluzione inferiore di quella possibile a 24 bit. La funzionalità Soft Clip, attivabile dal software di gestione Maestro 2, risolve elegantemente il problema consentendo di sfruttare al massimo il range dinamico. Con Soft Clip, attivabile specificamente per ogni input, si potranno impostare livelli di registrazione attestandosi il più possibile nella fascia alta del range dinamico e scongiurando eventuali distorsioni digitali (Clip) spesso dettate da sorgenti “problematiche “ come le chitarre e le voci. Va chiarito che la funzionalità Soft Clip “arrotonda” istantaneamente i transienti oltre 0dB prima che raggiungano il convertitore analogico-digitale: rileviamo qui una analogia con il comportamento offerto dell’amato, ma ahimè meno versatile, nastro magnetico.
Infine lo stadio analogico d’uscita deve essere in grado di restituire il migliore segnale “analogo alla sorgente” possibile. In questo caso viene utilizzato quello che è ritenuto oggi uno dei migliori chip disponibili: ESS Sabre 32. Con Ensemble, Apogee è certamente riuscita nell’intento di ottenere molto più della semplice somma dei componenti gestendo con grande maestria tutto il percorso che concorre alla conversione AD/DA arrivando a un ottimo risultato anche in virtù dell’efficiente clock digitale in grado di ridurre al minimo il “Jittering”, che altrimenti ridurrebbe fortemente la chiarezza dell’immagine sonora. Procedo ora col connettere una chitarra a uno dei due input DI i quali offrono anche un comodo output “non trattato” per poter essere indirizzato a un amplificatore per chitarra e registro due track: una con la sorgente “pulita” (DI) e una dal microfono posto davanti all’amplificatore, in questo modo mi metto al sicuro qualora avessi l’esigenza di mettere in campo la tecnica di Re-Amp.

Le connessioni digitali
Sul versante delle connessioni digitali è presente una connessione coassiale S/PDIF, in grado di offrire due canali con sample rate fino a 192 kHz, e due coppie di connessioni ottiche commutabili ai formati ADAT/SMUX oppure nuovamente S/PDIF. Queste ultime, se impostate nel formato ADAT/SMUX, offrono sedici ingressi digitali con sample rate a 44,1/48kHz oppure otto canali con sample rate a 96kHz (SMUX), infine 4 canali nel formato S/PDIF.

Il Talkback
È molto gradita la presenza di un comodissimo microfono a condensatore omnidirezionale incorporato, in sostanza lo stesso presente in Apogee One, attivabile da un apposito pulsante configurabile. Tale microfono è pensato per offrire la funzionalità di talkback che risolve un “classico” problema degli studi che lavorano senza mixer o una control room dedicata, ma potrà essere utilizzato anche per registrazioni istantanee comodamente seduti in regia.
In definitiva abbiamo ben trenta ingressi contemporanei, dei quali otto analogici, due analogici con DI, sedici digitali ottici, due digitali coassiali e il microfono stereofonico dedicato al Talkback.

Le Uscite
Sul versante output, troviamo otto convertitori D/A con altrettanti output, due output bilanciati e indipendenti per la connessione dei Main Monitor, due output dedicati alle cuffie sul pannello frontale e due output (dual mode: Thru e From Software) per la gestione di sorgenti guitar/bass/instrument. In sostanza 34 ouput: 2 Main Monitor, 8 Line Out, 16 ADAT, 2 S/PDIF, 2 DI (Thru/from Software), 4 per le due cuffie stereo.

Control Room
La gestione della control room, con talkback incorporato, si dimostra efficiente in quanto in grado di controllare Main/Alternate Monitor oltre a due ascolti per le cuffie. Di default, il controllo rotativo Output gestisce il volume/Mute dei Main Monitor mentre le cuffie hanno i loro controlli dedicati. I touchpad denominati A, B, C e D consentiranno inoltre di richiamare varie funzionalità assegnabili, tra le quali di default troviamo: Engage Talkback, ClearMeters, Toggle guitar Out Thru – From Software > G1 & G2 e Mute > All Ouputs. Il routing e le assegnazioni dei pulsanti A, B, C e D sono impostabili alle vostre esigenze ancora una volta mediante il software Maestro 2.

Conclusioni

Un prodotto dedicato al Project Studio di qualità professionale. Si dimostra un coltellino svizzero, “all-in-one”, con tutto ciò che serve per acquisire e gestire qualsiasi tipo di sorgente. Per compattezza e disponibilità di connessioni, si è di fronte a un prodotto molto versatile, flessibile ed efficiente. Si potrà utilizzare Ensemble come il vero “centro di comando” del nostro Project Studio. Ho iniziato a utilizzare Ensemble durante i corsi di produzione musicale che regolarmente tengo presso il training center Audio Engine Music e più di un nostro corsista se n’è immediatamente innamorato: quale miglior prova sul campo?

Soundwave

Tel. 0422.887465
www.soundwave.it
soundwave@soundwave.it
2.899 euro  Iva compresa

[su_divider top=”no” text=”Torna sopra” size=”2″]

Strumenti Musicali n. 6 — Dicembre 2015

RASSEGNA PANORAMICA
Rapporto qualità/prezzo
Realizzazione
Suono
Facilità d’uso
Condividi
Articolo precedenteZoom TAC-2
Prossimo articoloM.O.V. Guitars Viola SP24 FR-HSH

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here