Analogy Records: solo per veri audiofili!

— Luca Masperone

In un momento storico in cui la musica rischia di diventare un anonimo sottofondo della vita di tutti i giorni, con album ascoltati distrattamente su un iPod mentre ci rechiamo a scuola o al lavoro, ecco nascere un’etichetta che va decisamente controcorrente, diversa nel metodo e rivolta agli audiofili di tutto il mondo: il suo nome è Analogy Records. Una realtà che ha aperto i battenti il primo luglio del 2015, nata dal lavoro e dall’esperienza di Roberto Vigo dello Zerodieci Studio di Genova.

In cosa consiste esattamente il progetto? Analogy Records produce album nuovi di zecca, registrandoli su bobina da 1/4 di pollice. Un ritorno all’analogico che va oltre il vinile e che si rivolge a un pubblico di ascoltatori attenti ed esigenti, gli audiofili appunto, appassionati e amanti di musica che possiedono un registratore a nastro. “Non è necessario avere una sala d’ascolto da centinaia di migliaia di euro”, spiega Roberto, “è sufficiente un Revox acquistato a 500 euro su eBay per potersi godere le nostre produzioni. Inoltre, a differenza di altre etichette che fanno copie da master già esistenti, noi facciamo il “mix down” singolarmente su nastro magnetico, per avere la massima qualità possibile, di conseguenza ogni copia è unica e possiamo personalizzarla con diverse emulsioni del nastro, differenti velocità ed equalizzazioni. Si tratta del master analogico più puro”.
Parlando del rapporto con gli artisti, Analogy Records fa sua una filosofia di lavoro molto particolare: quando individua un artista che gli interessa, lo mette sotto contratto e cura gratuitamente tutta la produzione dell’album fino al master, impiegando il tempo necessario per realizzare il prodotto migliore possibile. Al termine del processo, all’artista viene rilasciata una licenza permanente non esclusiva per poter pubblicare da sé o con terzi il proprio lavoro su CD e distribuirlo in formato MP3, mentre l’etichetta, che rimane proprietaria del master, detiene il 100% dei diritti per la distribuzione e vendita su bobina da 1/4 di pollice e su vinile. “Le edizioni rimangono agli artisti” spiega Roberto “per ora noi registriamo solo su nastro, ma nel giro di un anno e mezzo o due contiamo di farlo anche su vinile”.

Quali sono i generi trattati dall’etichetta? “Tutti quelli che hanno un discreto contenuto di strumenti acustici, per poter approfittare della qualità audio, ascoltare i dettagli della ripresa dei singoli strumenti. Quindi pop acustico, jazz, musica classica contemporanea, folk, etnica, world… si fa prima a dire i generi che non trattiamo, come il metal e la musica puramente elettronica, anche se non disdegniamo certo contaminazioni”.
L’etichetta, il giorno della sua nascita ufficiale, primo luglio 2015, ha presentato un catalogo di 6 artisti per un totale di 9 bobine (bisogna considerare che la bobina ha una durata inferiore a quella del CD, al massimo di 33 minuti), e si propone di realizzare una nuova pubblicazione ogni due mesi. Gli artisti sono: Andrea Celeste (pop acustico), Peter Erskine European Trio (jazz), Max De Aloe (jazz), Liguriani (folk), Red Wine (bluegrass-country), Elias Nardi Group (world-jazz). I loro album possono essere acquistati attraverso lo shop online del sito internet www.analogyrecords.org. Ogni prodotto è disponibile in due versioni: basic, che costa 90 euro a singola bobina, e premium, con scatola personalizzata stampata in argento a caldo con il logo, flange in alluminio, accessori, al prezzo di 270 euro a bobina. Chiediamo a Roberto di raccontarci come si sta muovendo per fare conoscere il proprio lavoro, ci risponde: “Abbiamo una serie di commerciali madrelingua che lavorano nelle loro aree di competenza, ad esempio Russia, Giappone, Francia, Corea, facendo ricerche dei punti di aggregazione di audiofili e di amanti delle macchine a nastro. A quel punto non devono convincere le persone all’acquisto, ma solo fargli sapere che esiste un’etichetta che produce musica inedita pensata apposta per loro”.

Chiediamo infine a Roberto di parlarci dello studio dove avvengono le registrazioni per Analogy Records: “Zerodieci è uno studio ibrido”, risponde, “ovvero con la possibilità di lavorare in digitale, in analogico o con le due tecnologie combinate. La scelta della modalità di registrazione avviene in base al genere musicale e allo stile. Filosoficamente siamo maniacali riguardo alle tecniche di ripresa, abbiamo un parco microfoni e preamplificatori vastissimo, e proprio l’accoppiamento del giusto microfono con il giusto preamplificatore costituisce il nostro vero segreto. In questo modo, se le riprese sono perfette, siamo già al 90% del lavoro! Parlando della registrazione vera e propria, non c’è un solo metodo, dipende soprattutto dall’artista, ma in linea di massima gli strumenti vengono registrati simultaneamente dal vivo in studio, per mantenere la giusta energia, la coesione e l’interplay. Se necessario sovraincidiamo alcune parti, proprio come avviene in qualsiasi studio di registrazione. La diversità rispetto ad altri sta forse nel fatto che noi non guardiamo mai l’orologio per motivi di budget, restiamo in studio il tempo che serve, proprio come si faceva una volta, ben prima della crisi che ha colpito la discografia. In questo modo ci sono relax e serenità durante le registrazioni, e ciò si riflette in positivo anche sulla musicalità dell’album”. Gli artisti che vogliono sottoporre i propri progetti ad Analogy Records possono scrivere e inviare il proprio materiale a: ar.manager@analogyrecords.org

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