Adam John Williams – Un artista digitale

Adam john wiliams

Adam John Williams è un artista digitale, vincitore di vari premi multidisciplinari, che lavora principalmente con la musica, il visual e i componenti elettronici. Un hacker di apparecchiature hardware, un Max MSP Patcher, come si descrive lui stesso, un creativo, direttore del Music Tech Fest Hack Camp.

Musicista, Dj-VJ che si esibisce con lo pseudonimo di Artemis Beats, e infine creatore del controller MAXOME. Ho potuto assistere a una delle sue esibizioni, dove ha presentato una delle sue creazioni: un guanto capace di percepire anche i più piccoli movimenti delle dita e trasformarle in informazioni che permettono di interagire con un computer e realizzare le più svariate operazioni. Nel nostro caso creare musica elettronica. Il guanto però può anche dare, a chi ha problemi motori, la possibilità di usare minimi gesti delle dita per interagire con il computer.

Adam ho trovato molto interessante la tua presentazione, come è nata l’idea di realizzare il tuo Sensor Glove?

Il progetto è nato grazie alla sponsorizzazione di una compagnia di produzione di componenti elettronici, durante la Music Hackaton del Music Tech Fest. Dovevamo realizzare qualcosa utilizzando i componenti che ci avevano fornito. Mi venne l’idea di realizzare un oggetto che potesse aiutare il mio amico beatboxer a migliorare la sua performance con la gestualità delle mani e utilizzai i componenti forniti per realizzare una sorta di guanto, con dei sensori di movimento in grado di gestire fino a 32 parametri differenti all’interno di una patch di MAX/MSP. L’idea si è poi evoluta, rendendo lo strumento utile in varie situazioni, anche al di la dell’applicazione musicale.

Come ti sei avvicinato alla programmazione e all’hacking?

Ho studiato Music Tecnology all’università, facendo ore e ore di laboratorio con MAX/MSP, Arduino e vari altri software. Contemporaneamente ero interessato anche alla costruzione delle mie devices, forte delle mie conoscenze di elettronica. Dirigere e partecipare all’Hackaton è sempre un modo per tenermi vicino a tutto quello che mi interessa e, ora, tutto questo è diventato anche il mio lavoro. Trovo fantastica la possibilità di lavorare facendo ciò che veramente ti piace.

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