— Filippo Bertipaglia

[quote_box_center]Un diffusore Made in Italy per strumenti acustici, con mixer incorporato, dalla qualità sonora eccellente.[/quote_box_center] [su_slider source=”media: 3166,3168″ link=”lightbox” title=”no”] [su_dropcap size=”5″]T[/su_dropcap]ra i vari sistemi offerti dal marchio Acus è degno di nota questo diffusore attivo Stage350, una vera arma da guerra dalla precisione acustica importante. I controlli dei due canali sono la regolazione del Gain, un equalizzatore a quattro bande, il riverbero, il volume del segnale d’ingresso, Resonance con relativo switch, riduttore -10dB, Flat 1/2, Limiter e un pulsante Pre/Post Eq. La sezione master prevede tre pulsanti, per selezionare la tipologia di riverbero da utilizzare, per azionare l’alimentazione Phantom e per il Mute. Sono presenti inoltre una manopola Aux per regolare il segnale d’ingresso delle apparecchiature esterne inserite nell’ingresso ausiliare e un altro potenziometro per regolare il volume di un ipotetico monitor esterno collegato. Last but not least non potevano mancare i fondamentali ingressi principali: 2 jack TRS per strumento e 2 XLR per microfono. Nel pannello posteriore sono presenti 2 Send e 2 Return per ciascun canale, 2 Direct Out, Monitor Out, Monitor In e due ingressi per footswitch esterni (stage remote control). Infine sono presenti l’Aux In, un uscita per connettere un accordatore e uno switch per selezionare la messa a terra oppure toglierla inserendo il Ground-Lift. Sulla parete posteriore è installata una pratica maniglia, che consente di caricare e scaricare questo monolite in maniera sicuramente efficace, come dire 16 kg e non sentirli (più o meno). Acus inoltre mette a disposizione una bella e comoda custodia trolley (non inclusa nel prezzo) per proteggere la cassa e trasportarla con facilità. Sul fondo della cassa è presente il classico foro per posizionarla sullo stativo.

Il test

L’Acus Stage350 si presenta in un elegante cabinet in multistrato di betulla, atto a farci pregustare l’eleganza sonora già dalla sua estetica raffinata. Il primo passo che compiamo è quello di connettere la nostra chitarra acustica, strumento sul quale Acus si è maggiormente focalizzata per i suoi sistemi di amplificazione. Il suono (come già scritto per il preamplificatore Stagepre6) riflette fedelmente la sorgente d’ingresso, esaltandone quindi tutte le caratteristiche. Siamo davvero sorpresi dalla definizione sonora di questo diffusore, che risulta piuttosto sensibile ai minimi cambi di equalizzazione così da plasmare il suono definitivo che abbiamo in testa. L’aggettivo che meglio si abbina a questo diffusore è sicuramente ”cristallino”, si tratta infatti di un sistema hi-fi di prima qualità. Il riverbero è piuttosto naturale e ci consente di rendere meno abrasivo il nostro suono. Sono presenti quattro algoritmi di riverbero selezionabili tramite il relativo pulsante Eff, dalla room alla cattedrale per intenderci. Alzando il volume non avvertiamo nessun tipo di sgranatura sonora. Per quanto riguarda il feedback, è normale riscontrarlo ad alti volumi, con lo strumento in vicinanza, quindi badate bene alle distanze. Colleghiamo un microfono e iniziamo a cantare, accompagnandoci con la chitarra. I due segnali, voce e chitarra, escono chiari e distinti tra loro. Utilissimo il pulsante Flat 1/2, che è stato pensato appositamente per esaltare le sonorità di una chitarra acustica folk (alzato e led arancione) oppure classica o semiacustica (premuto e led verde). Tramite uno switch possiamo attivare il Resonance, ovvero un Notch Filter, che tramite una relativa manopola permette di eliminare le frequenze che possono creare disturbo in palco e che vanno da un minimo di 80Hz a un massimo di 350Hz, ottenendo un’attenuazione di -20dB. Tramite i Send/Return posti sul pannello posteriore colleghiamo un effetto esterno, anche se è possibile collegarne due per ogni canale, per un totale di quattro effetti. Il suono è fedele al segnale d’ingresso, peccato solamente che non sia possibile regolarne singolarmente il volume. Lo Stage350 è stato ideato come sistema autosufficiente, che non abbisogna di mixer esterni per avere un suono convincente e davvero performante. Da non sottovalutare la funzione monitor. In una situazione da palco in cui sono presenti per esempio due musicisti, ognuno collegato al relativo diffusore Acus, c’è la possibilità di sentire il suono del compagno di palco provenire anche dal proprio diffusore collegando semplicemente un cavo XLR dall’uscita Mon Out di una cassa al Mon In dell’altra e viceversa per l’altro musicista, dando quindi luogo a una connessione bilaterale. Questo suono in ingresso può essere regolato nel volume tramite la relativa manopola Monitor. Infine è possibile collegare delle Extension così da avere maggiori fonti di diffusione per il suono.

Conclusioni

Acus, con lo Stage350, ha realizzato un ottimo diffusore “tutto in uno”, che aiuterà a soddisfare pienamente il chitarrista acustico, che sia solista oppure coadiuvato da una voce, oppure ancora due strumentisti e due cantanti. È caldamente indirizzato ai professionisti della sei corde che necessitino di esaltare tramite l’amplificazione le caratteristiche timbriche dei loro strumenti, senza nebbie sonore e fastidiosi sbilanciamenti d’equalizzazione difficilmente rimediabili.

Aramini

Tel. 051.6020011
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1.495,00 euro  Iva compresa

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Strumenti Musicali n. 6 — Dicembre 2015

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