Ableton rilascia la nuova versione del controller per il suo software Live. Un aggiornamento che introduce vari miglioramenti, sia dal punto di vista costruttivo che dal punto di vista dell’interazione.

Ableton, in occasione del rilascio di Live 9, aveva presentato il controller Push, uno strumento che si interfaccia direttamente al software di produzione musicale, senza la necessità per l’utente di fare mappature MIDI per poterne controllare le funzioni. Si collega il controller al computer, tramite il cavo USB in dotazione, e si inizia a suonare immediatamente. Tantissime funzioni di Live sono accessibili direttamente da Push e questo ha rappresentato un grosso passo avanti per gli utenti di Live, che hanno potuto abbandonare tastiera e mouse per lasciare spazio alla creatività, come chi si mette davanti a quello che possiamo considerare un vero e proprio strumento musicale. Nella nuova versione, l’inserimento dello schermo RGB a colori è stata sicuramente l’innovazione che ci ha colpito di più, ma la possibilità di visualizzare i meter a schermo e di avere una rappresentazione grafica accattivante sono solo alcuni dei benefici introdotti da questo aggiornamento. Abbiamo ora la visualizzazione delle forme d’onda caricate sul nuovo Simpler e possiamo editarle in tempo reale direttamente da Push 2, senza dover guardare lo schermo del computer. Avvalendoci delle funzioni di zoom incorporate possiamo fare delle operazioni di editing estremamente precise. Il tasto Convert e la funzionalità di Slicing introdotta sul Simpler dopo l’ultimo aggiornamento di Live, ci permettono di editare il campione selezionato avvalendoci di un drum rack: questo risulta utile soprattutto per la realizzazione di strumenti percussivi. Il Browser rinnovato e rinfrescato graficamente è ora uno strumento effettivamente efficace per la ricerca di sample o strumenti e la navigazione fra i preset è stata semplificata grazie all’aggiunta delle frecce di navigazione.

Chi ha avuto modo di utilizzare la vecchia versione di Push si è subito reso conto di quanto il controller di casa Ableton fosse già comodo e semplice. Il design lineare e pulito lo rendono ora un controller ancor più piacevole e divertente da usare. Push 2 è totalmente privo di elementi di distrazione e la posizione dei tasti di funzione è studiata in maniera eccellente: tutto è sotto controllo in qualunque momento! Grazie a una ingegnosa disposizione delle note MIDI, sui 64 pads presenti sul controller, e all’uso dello step sequencer integrato nel firmware di Push il musicista può registrare vere e proprie esecuzioni dello strumento attivato su Live. Si può passare da un canale all’altro della nostra sessione utilizzando le frecce di navigazione e, una volta registrate le varie parti del nostro brano, le si può riprodurre accedendo alla visuale di sessione che andrà a rappresentare le varie clip create durante la nostra esecuzione. I tempi nei quali, prima di potersi esibire dal vivo, bisognava passare ore ad assegnare le varie funzioni del software al nostro controller sono finiti, da ora basta collegare il cavo USB per gestire tutta la nostra sessione di lavoro ed è possibile fare delle vere e proprie Jam session suonando Push 2 esattamente come si farebbe con strumenti più tradizionali. La sensibilità dei tasti infatti è una delle tante caratteristiche che rendono Push 2 un controller unico nel suo genere, il feeling è davvero naturale e, volendo, possiamo modificare il comportamento del controller tramite il tasto Setup per avere uno strumento ancora più dinamico (aumentare troppo la sensibilità dei tasti può portare Push 2 a percepire anche le vibrazioni più deboli: si suggerisce quindi di non esagerare, a meno che non ci si trovi in ambienti dove le vibrazioni delle superfici siano sufficientemente smorzate). Per gestire i vari canali abbiamo una corrispondenza visiva fra Push 2 e il software. Tramite il tasto SESSION possiamo avere su Push una visualizzazione della schermata di Session di Live e, usando le frecce di navigazione, ci possiamo spostare da una zona all’altra della nostra sessione di lavoro per visualizzare gli altri canali con il relativo contenuto.
Ai lati della matrice dei pad, una serie di tasti ci lasciano accedere comodamente alle funzioni principali di Live. Possiamo avviare e fermare una registrazione, cancellare una clip, duplicarne la durata, registrare automazioni, aggiungere nuovi canali ed effetti (sia audio che MIDI), mettere in mute o in solo, accedere al browser di Live e navigare fra le varie cartelle, sia della user che della factory library. Ora abbiamo anche la possibilità di navigare fra i nostri samples e fra gli strumenti VST e AU installati nel nostro computer e utilizzarli direttamente senza bisogno di ulteriori mappature e assegnazioni, come invece era necessario per la versione precedente del controller. È da notare anche la presenza del tasto UNDO, che ci permette di annullare le ultime operazioni fatte, dandoci davvero la sensazione di non aver più bisogno del mouse o della tastiera. Il tasto MIXER ci permette di passare alla visualizzazione globale dei meters e faders dei vari canali. Ulteriori pressioni dello stesso tasto consentono di visualizzare i settaggi di volume e mandate alle tracce di ritorno del singolo canale selezionato, inoltre è possibile visualizzare i vari device inseriti nei canali: basterà infatti navigare verso la traccia che vogliamo osservare per poi clickare il tasto DEVICE e avere sul display una lista dei parametri presenti sul primo dei device inseriti all’interno della traccia; per spostarci da un dispositivo all’altro basterà utilizzare uno degli 8 pad di selezione posti subito sopra il display. Potremo spostarci anche all’interno delle varie pagine di parametri di ogni device caricato e visualizzare, a gruppi di otto parametri per volta, le funzioni presenti; gli 8 encoder sulla parte superiore al display faranno da controllo dei parametri corrispondenti (gli encoder sono dotati di tecnologia Touch Sensitive, molto comodo durante la registrazione delle automazioni).
Premendo i tasti ADD DEVICE o ADD TRACK abbiamo la possibilità di navigare all’interno del browser di Live (accessibile anche tramite il tasto BROWSER) e scegliere uno strumento, un sample o un effetto da caricare all’interno del canale selezionato. Se decidiamo di caricare uno strumento abbiamo due opzioni, sceglierne uno melodico, ad esempio un basso elettrico (realizzato con campionatori o sintetizzatori), o uno percussivo (Drum rack), come un kit di batteria Funk; otterremo anche il preview dello strumento selezionato. A seconda dello strumento caricato avremo due differenti visualizzazioni.
La visualizzazione che Push dà delle note musicali, quando si carica uno strumento melodico, è molto differente da quella che si ha su una comune tastiera: è infatti possibile suonare Push utilizzando una sorta di “quantizzazione” della scala armonica sulla quale vogliamo suonare; infatti tutte le note che non fanno parte di una determinata scala armonica (che di default è DO maggiore e che può essere modificata tramite la schermata attivabile con il tasto SCALE) non verranno visualizzate sui 64 pads e non sarà quindi possibile suonarle. Il musicista più esperto può però decidere di utilizzare la visualizzazione cromatica, attivabile sempre dalla schermata SCALE, e quindi senza nessuna “quantizzazione” di sorta. I tasti octave Up e Down ci permetteranno di spostarci da un’ottava all’altra. Da notare che, premendo uno dei tasti presenti sulla matrice, alcuni degli altri tasti presenti si illuminano: questi tasti vanno a rappresentare la stessa nota appena suonata, ma in un’altra posizione della matrice di pad. Possiamo quindi suonare la nostra scala di note partendo da un qualunque punto della tastiera, senza essere legati a una diteggiatura fissa, muovendo le dita sia da sinistra verso destra che dal basso verso l’alto: suonare una triade diventa semplicissimo, basta formare un triangolo con 3 dita e premere i pad! Inoltre, il controllo ribbon presente nella parte sinistra di Push 2 permette di utilizzare la funzionalità di pitch bending, ovviamente se disponibile sullo strumento virtuale che stiamo suonando. Tramite il tasto LAYOUT andiamo a visualizzare le note in modalità step sequencer, una grande funzionalità che ha sicuramente fatto felici moltissimi utenti. La visualizzazione di un Drum Rack è leggermente differente: una volta caricato lo strumento su un canale MIDI, la visualizzazione dei 64 pads cambia e si trasforma in una rappresentazione del contenuto del drum rack; 16 pad del colore del canale in uso andranno a indicare le 16 celle visualizzate a schermo sul device, un approccio molto simile a quello di un campionatore AKAI MPC, ma con i tasti più piccoli. La parte superiore della matrice di tasti, invece, funziona da step sequencer, possiamo quindi selezionare uno dei pad del Drum Rack e andare a inserire, sullo step sequencer, le note MIDI che ci faranno ascoltare il determinato suono in una sequenza a loop (per evitare di avere una preview del suono basta tenere premuto il tasto SELECT e poi toccare uno dei pads del Drum Rack). La durata del loop è gestibile usando i 16 tasti di colore bianco posti a destra dei 16 pads del drum rack. La visualizzazione dello step sequencer può avere varie risoluzioni, selezionabili tramite i tasti posti sul lato destro: possiamo andare da una risoluzione in quarti a una risoluzione in trentaduesimi, passando per le varie risoluzioni terzinate.
Una funzione molto comoda è rappresentata dal tasto REPEAT che, una volta attivato e aver scelta una velocità, ripeterà la nota suonata fino a che terremo premuto il pad. Molto utile soprattutto se dobbiamo suonare le parti di hi hat o cymbal a una certa velocità. La funzione repeat segue sia il tempo della sessione sia le impostazioni di swing, decise tramite il potenziometro apposito. Il tasto Tap tempo rappresenta sicuramente uno strumento utile per chi decide di suonare insieme ad altri musicisti o sincronizzarsi con altre apparecchiature, senza ricorrere ai cavi e alle connessioni MIDI. Tramite il tasto LAYOUT potremo visualizzare il drum rack con 64 tasti anziché 16. Nella parte retrostante del controller troviamo, oltre alla porta USB e alla porta di alimentazione, due ingressi per footswitch utilizzabili come controllo di sustain o mappabili a nostro piacimento. Infine, il tasto USER ci permette di utilizzare il controller senza nessuna impostazione di fabbrica e andare ad assegnare ai vari tasti e potenziometri le funzioni di Live che ci interessa utilizzare durante la nostra performance. Inutile ricordare che possiamo entrare e uscire dalla modalità USER quando vogliamo, per tornare a utilizzare Push 2 con le impostazioni base.
Ableton Push 2 permette di interagire non solo con gli strumenti nativi di Live, ma anche con i software di terze parti, ora è possibile richiamare tali strumenti direttamente dal browser. Dal punto di vista della realizzazione il controller si presenta solido e compatto. I potenziometri a corsa continua e i vari tasti di interazione con il software sono posti in maniera comoda e sono illuminati da led che permettono, anche nei locali più bui, di riconoscere le varie funzioni e attivarle velocemente. Il peso del controller non è indifferente. Questo, da una parte dà sicuramente una sensazione di forte solidità, ma dall’altra potrebbe scoraggiare chi abbia intenzione di portarlo in giro per le esibizioni live. A suo favore rimangono le dimensioni e la forma quadrata che lo rendono comunque comodo da inserire in uno zaino o in un trolley insieme a scheda audio e computer.
Push 2 è uno strumento molto semplice da utilizzare ed è soprattutto molto intuitivo. Non è necessario conoscere tutte le funzioni di Live per poter iniziare a suonare e bastano pochi giorni di prove per essere padroni dello strumento, si presta inoltre molto bene dal punto di vista didattico per avvicinare i più giovani alle nuove tecnologie musicali.

Il Test

Colleghiamo il cavo USB e la presa di alimentazione, avviamo Ableton Live 9.5 e accendiamo Push 2. Dopo un veloce aggiornamento del firmware siamo subito in grado di iniziare a suonare, basta navigare all’interno del browser per caricare il primo suono e iniziare a produrre musica. La presenza dei tasti luminosi permette di trovare le funzioni che ci interessano in maniera immediata. Abituarci alla disposizione delle funzioni sulla superficie di lavoro non ha richiesto più di 5 minuti. Le funzioni del software sono replicate in maniera fedele sul controller e, chi conosce Live, non fatica assolutamente a iniziare a suonare con Push 2, per chi invece non conosca alla perfezione Live sarà comunque semplice capire come utilizzare il controller Ableton. Lo schermo RGB fornisce sempre descrizioni, sia testuali che grafiche, dei parametri dei device che stiamo utilizzando. Push 2 è uno strumento che permette, anche a chi non ha solide basi teorico/musicali, di realizzare parti melodiche, armoniche e ritmiche senza nessuna fatica. La funzione Scale e la funzione Repeat permettono di suonare rispettando scale armoniche e tempo, la funzione di quantizzazione permette di correggere eventuali imprecisioni nella registrazione e la visualizzazione ad alta risoluzione, delle forme d’onda sullo schermo RGB, ci aiuteranno nell’editing sui campionatori. Insomma, è proprio il caso di dire che non ci serve più nulla. L’integrazione con l’enorme libreria di Live e la possibilità di interfacciarsi con plug-in di terze parti portano Push 2 al top della categoria. Uno strumento necessario negli studi di coloro che hanno deciso di usare Live come sistema di produzione musicale. La sensibilità dei pad è ciò che rende Push 2 simile a un vero e proprio strumento musicale, il feeling è ottimo! Abbiamo provato sia strumenti tipici di generi musicali elettronici, sia strumenti più classici e con entrambi la sensazione è stata quella di suonare uno strumento vero e proprio. I controlli di aftertouch aiutano nella modulazione di filtri o di quant’altro sia assegnato all’interno del device utilizzato: grande aiuto per chi, utilizzando i sintetizzatori, abbia bisogno di rendere i suoni più vivi e organici; contemporaneamente la sensibilità alla velocity permette, suonando per esempio un piano virtuale, di donare all’esecuzione una dinamica veramente naturale. Gli appassionati del finger drumming troveranno in Push 2 un validissimo sostituto dei più canonici controllers a pad e la visualizzazione di 64 drum pad piuttosto che 16 aiuterà sicuramente chi suona dal vivo a creare performance ancora più complesse.
È stato affascinante provare Ableton Push 2 e notare la differenza tra far musica con un computer davanti oppure farla, sempre avvalendosi delle funzioni del software, avendo di fronte qualcosa che si comporta e reagisce alle nostre idee e sollecitazioni più come uno strumento musicale, che come una macchina. Dopo i primi esperimenti, è facilissimo dimenticarsi della presenza del computer, lo sguardo si focalizza sul controller e sul suo nuovo e affascinante schermo a colori!

Conclusioni

Ableton Push 2 ci è davvero piaciuto. La sua immediatezza d’uso e la possibilità di suonare uno strumento musicale, con un feel naturale dato dalla sensibilità dei tasti, rappresenta sicuramente un’innovazione per chi si è sempre dedicato alla produzione utilizzando mouse e tastiera. Il prezzo è assolutamente giustificabile essendo Push 2 un valido, se non il migliore, sostituto della maggior parte dei controller presenti sul mercato. I vari upgrade del firmware permettono di aggiornare le funzioni e utilizzare le nuove feature che Ableton pubblicherà in futuro, così come è avvenuto recentemente in seguito all’aggiunta dello step sequencer melodico e della visualizzazione dei drum rack, non più solo su 16, ma su 64 pad per volta, tramite il tasto Layout, rendendo così la vita davvero semplice per gli amanti del sampling e del finger drumming. Basta collegarlo, accenderlo e suonarlo qualche minuto per non abbandonarlo mai più. Parola!

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Strumenti Musicali n. 2 — Marzo 2016

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