— Marcello Ruggiu

[quote_box_center]La loop station infinita nella sua ultima potente incarnazione.[/quote_box_center] [su_slider source=”media: 2787,2792,2793,2791,2794,2790,2789,2788″ link=”lightbox” title=”yes”] [su_dropcap size=”5″]A[/su_dropcap]bleton è la compagnia produttrice del famoso software che ha cambiato il modo di lavorare di tantissimi produttori: Live. Dopo la fondazione nel 1999 ad opera di Gerhald Behles, Robert Henke e Bernd Roggendorf, la prima versione commerciale del software viene rilasciata nel 2001 per essere poi continuamente aggiornata negli anni. Nel 2007 nasce una collaborazione fra Ableton e Cycling’74 (casa produttrice del famoso Max/Msp/Jitter) e nel 2009 viene rilasciato Max For Live, impleme ntazione di Max/Msp/Jitter all’interno di Ableton Live. Questo da agli utenti di Live la possibilità di creare, modificare e scambiare strumenti, effetti e applicazioni e di farli girare all’interno dell’applicazione stessa. Live è una Loop Station dalle potenzialità quasi infinite.

Una Loop Station permette di registrare una serie di sequenze musicali e sovrapporle una all’altra, dando così la possibilità al singolo musicista di eseguire brani anche molto complessi in tempo reale, sovrapponendo un suono all’altro in una sorta di loop in continua evoluzione. In Live, inoltre, è possibile editare e modificare i vari suoni registrati, per poi procedere alla stesura di un brano, come possiamo fare anche su altre DAW. È il primo software capace di portare l’esibizione dal vivo in studio e viceversa. La versione 9 è il risultato di un continuo lavoro di aggiornamento e miglioramento del software che, negli anni, è così diventato uno dei maggiori sistemi utilizzati dai producer di tutto il mondo. Una volta acquistato il software si autorizza la licenza, online o tramite codice seriale. Esistono varie versioni del software, più o meno limitate rispetto alla versione Suite, l’ammiraglia che include tutti gli strumenti, gli effetti e le librerie di preset. Ableton Live gira sia su sistemi Mac che Windows. L’installazione è molto semplice: su Mac basta trascinare il software all’interno della cartella Applicazioni, mentre su Windows si segue la classica procedura automatica avviabile attraverso il file di installazione presente sul DVD, o scaricato dal sito ufficiale. Le varie librerie di preset si installano con un semplice doppio click e, anche queste, si trovano sia sul sito di Ableton che nei dvd di installazione. Una volta completata l’installazione si può iniziare a utilizzare il software. Per registrare una sorgente si può operare sia sulla finestra di SESSION che su quella di ARRANGEMENT. Si accede alle due visuali utilizzando il tasto TAB sulla tastiera del computer e, come su qualunque altra DAW, avremo bisogno di armare la traccia per poi iniziare la nostra registrazione. Troviamo sui canali i tasti di Muto, Solo, e Arma, mentre sulla parte alta del canale una serie di quadratini, che indicano la funzione di Stop, si trasformeranno in tasti dalla forma circolare, per dare la possibilità di far partire una nuova registrazione. Terminata la registrazione, premendo di nuovo il tasto di registrazione, avremo un tasto di Play. A questo punto possiamo far fermare o far ripartire la sequenza registrata.La vista SESSION è molto utile per le esibizioni dal vivo. Su di essa si possono creare un numero di canali (audio o midi) pari al numero di strumenti che si ha intenzione di registrare. Per ognuno di essi si può creare una sequenza più o meno lunga, che girerà in loop fino a quando non si deciderà di fermarla, usando l’apposito tasto di stop, posto sul canale corrispondente alla CLIP registrata. È possibile andare avanti operando in questo modo, utilizzando le SCENE per lanciare intere sezioni di loop registrati o importati dal BROWSER. La seconda vista, ovvero l’ARRANGEMENT, è quella che più assomiglia alla classica vista orizzontale presente su tutte le DAW più conosciute. Corrisponde in tutto e per tutto a ciò che abbiamo sulla SESSION VIEW, questo vale solo per quanto riguarda il numero di canali creati e il loro contenuto dal punto di vista degli effetti e strumenti. Per quanto riguarda il materiale registrato o importato, invece, possiamo avere sullo stesso canale audio due registrazioni differenti, una per Session e una per Arrangement. Ad ogni modo le due registrazioni non possono essere riprodotte contemporaneamente. Una volta registrata una sorgente abbiamo la possibilità, tramite il potente algoritmo di WARP, di modificare la durata e la velocità del file registrato senza modificare la tonalità, e viceversa. Dal punto di vista creativo tutto questo risulta molto utile perché permette di ottenere dei risultati molto interessanti utilizzando qualunque tipo di sorgente sonora. Passiamo ora ad analizzare la sezione INSTRUMENTS. L’uso dei potenti campionatori SIMPLER, SAMPLER e IMPULSE da la possibilità di trasformare qualunque sorgente audio in uno strumento melodico o percussivo, svincolando il produttore da librerie di suoni preconfezionati, possiamo infatti avvalerci delle funzioni di controllo dell’inviluppo per ampiezza, cut off dei filtri, pitch, oppure mettere in loop una porzione di audio per avere una riproduzione continua, che varierà di velocità e tonalità in base alla nota suonata o scritta sulla clip MIDI. I sintetizzatori presenti, ANALOG e OPERATOR, permettono di operare vari tipi di sintesi, dalla sottrattiva alla FM, permettendoci di fare esperimenti con le sonorità generate dal computer, oltre ad avere una serie molto ampia di preset. Analog è la simulazione di un sintetizzatore analogico con 2 oscillatori e un noise generator. A disposizione abbiamo 2 generatori di inviluppo per l’ampiezza del segnale, 2 per il pitch e 2 per il cutoff dei due filtri. Il routing attraverso le varie parti del sintetizzatore ha 4 configurazioni che dispongono i vari componenti in maniere differenti, per permettere un maggior numero di combinazioni a chi si cimenta nella sintesi. Operator è un sintetizzatore altrettanto potente, se non di più, infatti le opzioni di routing dei 4 oscillatori sono in numero maggiore rispetto a quelle presenti su Analog e diversamente da quest’ultimo, che si basa sulla sintesi sottrattiva, prevedono varie combinazioni anche per la sintesi FM. Sono inoltre presenti 3 strumenti dedicati alla simulazione di suoni percussivi, di strumenti a corda e di piano elettrico (Collision, Tension, Electric). Collision: grazie all’uso di una serie di risonatori permette di creare dei suoni percussivi molto realistici dal punto di vista del risultato timbrico, oltre a darci tantissime opzioni per il sound design più estremo. Tension: dedicato agli strumenti a corda, grazie alla sintesi per modelli fisici ricrea le sonorita plucked di una chitarra o quelle più dilatate di violini, viole, violoncelli, per finire con la simulazione del suono della corda battuta da un martello come nel caso del pianoforte. Electric: è dedicato alla riproduzione delle sonorità storiche di Rhodes e Wurlitzer, una serie di preset molto ben fatti riescono a dare un idea della potenza di questo strumento che, nonostante la sua semplicità e leggerezza dal punto di vista dell’uso della CPU del computer, risulta molto solido dal punto di vista sonoro. Tutti gli strumenti di Ableton Live hanno al loro interno LFO e Inviluppi assegnabili ai vari parametri presenti sullo strumento stesso. Essi sono nominati sempre in maniera chiara e tutte le varie parti dello strumento sono evidenziate e ben visibili grazie alla grafica semplice e pulita che contraddistingue i prodotti Ableton. La libreria di effetti, audio e MIDI completa, dal punto di vista delle possibilità fornite di base dal software, la lista di tool disponibili.Abbiamo infatti effetti più dedicati alla fase di produzione, o alla live performance, ed effetti dedicati al mixing e al mastering. Vediamo per esempio device come il Beat Repeater, un effetto in grado di creare glitches e stutters a partire da qualunque sorgente audio, utilizzatissimo sia in fase di produzione che durante le live performances, e il Multiband Dynamics: potentissimo tool dedicato alla gestione delle dinamiche su 3 bande di frequenza (basse, medie, alte) più utilizzato durante le fasi di mix e mastering. Non resta a questo punto che parlare di Max For Live, che implementa una serie di strumenti ed effetti che porta il software a non aver praticamente limiti dal punto di vista delle possibilità di utilizzo. Possiamo ioltre creare da zero i nostri strumenti ed effetti, oppure utilizzare quelli scaricabili dalla rete customizzando a pieno la nostra workstation. La User Library, di facilissimo utilizzo, ci permette di salvare e caricare i nostri preset e raccoglierli in cartelle navigabili direttamente dal browser interno di Live. Per quanto riguarda i software di terze parti Live supporta sia plug-in VST che AU, aprendo quindi le porte anche a chi preferisca lavorare avvalendosi di strumenti esterni. I parametri degli strumenti di terze parti possono essere automatizzati esattamente come si fa per gli strumenti nativi di Live, sia utilizzando la registrazione delle automazioni on the fly, sia utilizzando le comode linee di automazione e inviluppo presenti all’interno delle clip o nella visuale di arrangiamento. Utilizzando poi un controller MIDI come PUSH, prodotto da Ableton in collaborazione con Akai, si ha la possibilità di interagire con il software senza essere legati a tastiera e mouse: innanzitutto registrando le sequenze MIDI che abbiamo intenzione di utilizzare, avendo sotto controllo tutti i parametri di qualunque strumento virtuale vogliamo suonare, o di qualunque effetto sia inserito nel canale. È possibile usare anche altri controller prodotti da altre ditte: in questo caso si dovranno semplicemente assegnare i parametri che si vogliono modificare sul software a dei controlli fisici presenti sul controller; per fare ciò basta premere il tasto di attivazione della mappatura MIDI, fare click su uno dei parametri del virtual instrument e muovere il potenziometro o fader che si vuole utilizzare sul controller. Una volta finita l’operazione di assegnazione dei potenziometri e tasti del controller, ai parametri del software, si deve cliccare di nuovo il tasto di attivazione della mappatura MIDI per uscire da questa modalità e utilizzare i potenziometri assegnati per gestire il software. Diventa così facilissimo eseguire vere e proprie performance Live avendo sotto mano la potenza di un computer, ma l’approccio di uno strumento musicale. Portare tutte queste possibilità all’interno di uno studio consente, a chi produce musica, di avere uno spettro di possibilità praticamente infinito e limitato solo dalla fantasia di chi utilizza tale software. Tutte le funzioni di Live sono accessibili tramite il tasto destro del mouse, o il Drag and Drop, e questo ci fa capire quanto in realtà il software sia intuitivo. Ableton Live permette al professionista di ottenere ottimi risultati in pochissimo tempo e da a chi ha la passione per la musica, ma non le competenze tecniche sufficienti, la possibilità di realizzare comunque la propria idea con strumenti semplici e intuitivi. La finestra INFO VIEW è particolarmente efficace dal punto di vista didattico e propedeutico. Ci viene presentata una descrizione di ciò che stiamo indicando con il mouse e della sua funzione. Risulta utilissimo avere la info view sempre aperta, sopratutto durante le prime sessioni di approccio a questo fantastico software. Negli ultimi aggiornamenti di Ableton Live sono state introdotte numerose innovazioni che hanno portato Live a competere con le maggiori DAW in circolazione. Dalla versione 9, infatti, è possibile separare la schermata di SESSION dalla schermata di ARRANGEMENT, questo per favorire sopratutto chi utilizza due schermi per il proprio lavoro dando una visione del Mixer presente in SESSION, che aiuta tantissimo sopratutto in fase di Mixaggio. Sono stati migliorati gli algoritmi di warping e la gestione della latenza oltre ad essere stati aggiunti alcuni utilissimi tools come le funzioni di conversione Audio to MIDI e il Tuner, del quale si sentiva effettivamente la mancanza nelle versioni precedenti. Il nuovo Glue Compressor ci permette di avere una emulazione del classico Bus Compressor delle vecchie mixing consolles e la possibilità di creare automazioni e inviluppi all’interno delle clip, sia audio che midi, da al musicista la capacità di rendere dinamici e vivi i propri strumenti grazie alla registrazione delle automazioni on the fly. I RACKS permettono di raccogliere strumenti ed effetti audio e MIDI, dando al producer ulteriori possibilità dal punto di vista delle soluzioni ottenibili in ambito musicale. Possiamo creare catene in serie o in parallelo di effetti, selezionabili tramite i controlli Macro mappabili all’interno del Rack stesso, oppure possiamo raggruppare una serie di strumenti che suoneranno all’unisono e che potremo mixare e trattare in maniera separata rimanendo comunque all’interno di un unico canale MIDI, questo favorisce sopratutto gli amanti delle tecniche di Layering dei suoni. Per chi viene da altre workstation, o per chi abbia voglia di recuperare vecchie librerie utilizzate su altri campionatori hardware o software, è possibile importare vari tipi di formati. Possiamo infatti utilizzare le librerie di GigaStudio, EXS, SoundFont, Kontakt (non-encrypted), AKAI S1000, AKAI S3000. Queste librerie vengono caricate al’interno del Sampler e possono essere salvate nel nuovo formato per un accesso più rapido dalla User library. L’esportazione del prodotto finale può essere fatta sia tramite il consueto menu File, sia tramite la ri-registrazione del segnale che stiamo sentendo. La funzione di Re-Sampling infatti permette di registrare, su un nuovo canale audio, il segnale che abbiamo in uscita dal canale Master. Sarà sufficiente fare click con il tasto destro sul file registrato e scegliere l’opzione mostra nel browser per trovare il nostro file registrato all’interno del nostro computer rinominarlo e spostarlo a nostro piacimento. Live supporta anche il sistema Re-Wire, possiamo quindi lavorare contemporaneamente su più piattaforme sfruttando le potenzialità dei vari software in uso. Il manuale che completa il prodotto è una lettura fondamentale per chiunque voglia avvicinarsi all’uso professionale di questo software, ma oltre a questo consigliamo vivamente la ricerca e la visione dei video tutorials pubblicati, per la maggiorparte su Youtube, dai Trainer Certificati Ableton sparsi per tutto il mondo. In questi video si affrontano le tematiche più disparate, dal sound design alla music production, dalla Live performance al Mixing e Mastering.

Il test

Mettiamo finalmente le mani sul nostro software e proviamo a realizzare un semplice progetto musicale. Iniziamo aggiungendo un Drum Rack, scegliendo all’interno della cartella Drums il nostro preset preferito. Una volta scelto il preset preferito basterà trascinarlo all’interno di un canale MIDI per poter iniziare, dopo aver armato la traccia, a suonare lo strumento. Sulla visuale di arrangiamento clicchiamo il tasto record presente sulla zona di Trasporto e facciamo partire la registrazione. Assicuriamoci ovviamente di aver acceso il metronomo, per poter registrare a tempo sulla sessione. Dopo aver registrato la nostra parte ritmica possiamo procedere a quantizzare le note scritte selezionandole all’interno della clip e clicchando il tasto destro per scegliere la funzione Opzioni di quantizzazione, si aprirà una pannelo con le varie risoluzioni di quantizzazione. Una volta scelta la quantizzazione corretta premiamo il tasto OK e vediamo tutte le note riposizionarsi sulla griglia. Andiamo avanti registrando su un nuovo canale MIDI la parte di basso, selezioniamo quindi dalla cartella Sounds il nostro preset di basso e, come abbiamo fatto per la parte ritmica, registriamo il pattern del nostro basso. Possiamo ora creare un loop sull’arrangiamento per continuare a sovrapporre i vari strumenti che comporranno il nostro brano. Andando sulla finestra di Session gestiremo i volumi dei vari canali e definiremo una sorta di mix, aggiungendo equalizzatori e compressori al fine di migliorare la sonorità generale. Le mandate alle tracce di ritorno ci permettono di aggiungere riverberi e delay con molta facilità, dando al nostro progetto un po’ più di profondità. Tornando sulla vista ARRANGEMENT possiamo ora dare forma alla nostra canzone spostando, copiando ed editando le varie clip registrate, per ricomporle in quello che sarà il nostro prodotto finale. Sul canale Master, una volta terminato il nostro lavoro, possiamo aggiungere dei device per la finalizzazione del brano: equalizzatore, compressore multibanda, limiter, analizzatore di spettro. Esportiamo ora il nostro brano selezionando l’arrangiamento per intero e cliccando sul menu File Export Audio. A questo punto si aprirà una finestra dove potremo scegliere le varie opzioni di esportazione: sample rate, risoluzione, formato. Salviamo il nostro progetto per poterlo riaprire in futuro tramite il menu File, Save Live Set. Un opzione molto comoda per il salvataggio risiede nella funzione Collect All And Save (Raccogli tutto e salva) che copia tutti i file utilizzati, presenti nei vari hard disk che potrebbero essere collegati al computer, e li posiziona all’interno della cartella di progetto, dandoci la possibilità di effettuare un backup del progetto in maniera semplice e sicura da possibili perdite di file all’interno degli infiniti meandri del nostro computer. A questo punto rimane veramente poco da dire: man mano che si va avanti a fare pratica nel realizzare musica con Ableton Live 9 risulterà tutto sempre più facile e divertente e, in poco tempo, si potranno ottenere ottimi risultati.

Conclusioni

La versione 9 di Live è sicuramente un traguardo importante per la casa produttrice Ableton AG. Il software è oramai al pari di tutte le altre DAW, per quanto riguarda la produzione in studio, e sicuramente ha una marcia in più per quanto riguarda invece l’esibizione live. Passare alla versione 9 è sicuramente un ottimo investimento per chi viene delle versioni precedenti, non solo per la quantità di tools, librerie e device aggiunte, ma anche per quanto riguarda la qualità audio, la gestione della latenza e l’integrazione con PUSH e Max4Live. La semplicità e immediatezza di utilizzo rendono Live 9 sicuramente la DAW più creativa in circolazione. Per chi ha intenzione di far musica, non solo elettronica, che si sia principianti o professionisti, Live rappresenta un importante strumento che non può assolutamente mancare all’interno del nostro computer.

Backline

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Versione Intro 79,00
Versione Standard 349,00
Versione Suite 599,00

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Strumenti Musicali n. 5 — Ottobre 2015

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